Giugno 2009  Supplemento alla rivista EL.LE - ISSN: 2280-6792
Direttore Responsabile: Paolo E. Balboni
La dislocazione a destra nella didattica dell’ italiano L2/LS: riflessioni e proposte didattiche di Stefania Gavazzi

ABSTRACT

Le trasformazioni del repertorio linguistico italiano degli ultimi anni hanno visto un notevole incremento di studi e pubblicazioni. Alcuni fenomeni sintattici marcati quali le frasi scisse e, in particolare, la dislocazione a sinistra (DS), data l’ alta occorrenza nel parlato, hanno trovato spazio anche in alcuni manuali di italiano come L2/LS. Di contro sembra che la dislocazione a destra (DD), forse a causa di una minore diffusione rispetto alla DS, abbia suscitato un interesse minore. L’ obiettivo di questo breve contributo è presentare una riflessione sulla DD e delineare alcune proposte per la classe.

 

 

 

1. ALCUNE CONSIDERAZIONI GENERALI

La dislocazione a destra (DD) è un fenomeno linguistico la cui struttura è caratterizzata dalla presenza di un pronome sintatticamente superfluo collocato all’inizio dell’enunciato che anticipa un nome o un sintagma con funzione di complemento oggetto diretto o indiretto e che ha la funzione di conferire al parlato una maggiore intensità espressiva rispetto ad una struttura sintattica non marcata con disposizione SVO (Soggetto-Verbo-Oggetto).

Si osservino i seguenti esempi:

 

ORDINE NON MARCATO DISLOCAZIONE A DESTRA

Mario compra il pane Lo compra Mario, il pane

Domenica vado in discoteca Ci vado domenica , in discoteca

Ho visto tanti film Ne ho visti tanti di film

 

La DD trova la sua massima diffusione nel parlato spontaneo di questi ultimi decenni, ma non è da considerare un fenomeno nuovo perché i primi esempi risalgono già alla letteratura del Duecento:

 

  • e questo die gli demo a Bonizi livere cinquecento (Testi fiorentini, 1272-1277)

  • onde io sono tenuto di renderla loro, la carta (Nuovi testi fiorentini, 1290-1324)

  • s’ che neuno cavaliere non gli potea durare innanzi a lui (Tristano Riccardiano, XIII)1

 

fino ad esempi letterari più recenti come la poesia di Giovani Pascoli (1855 - 1912) Il Vischio:

 

“Non li ricordi più, dunque, i mattini meravigliosi?”.

 

 

2. CONTESTI D’USO

Se nel parlato spontaneo si registra una minore diffusione della DD rispetto alla DS, esiste comunque un ampio spettro di espressioni rituali o convenzionali con presenza di DD che sono parte integrante della comunicazione quotidiana. Si vedano i seguenti esempi:

 

(tu) lo sai che... ?;

te ne ho già parlato di ....?;

ce l’hai un/una... ?;

te l’hanno già detto che ..... ?;

(io) lo so che ...;

(io) non ci capisco niente di ...;

me l’ avevano/hanno detto che....

 

Gli studi di Rossi (1996; 1997; 1999; 2000) hanno dimostrato che nel parlato filmico, nella lingua televisiva e pubblicitaria, la presenza di DD è più ricca e quantitativamente superiore rispetto alla DS.

Per quanto riguarda il parlato spontaneo la DD non è da considerarsi un rovesciamento della DS perché le due dislocazioni hanno valenze comunicative sostanzialmente diverse, e non è relata a fenomeni di varietà diatopica, diastratica o diafasica; è un fenomeno panitaliano determinato da livelli di ritualità comunicativa e di scambi dialogici con la precisa funzione di coinvolgere il destinatario nel passaggio di informazioni dal dato al nuovo.

Non è un caso che la frequenza massima di DD sia stata registrata negli enunciati esclamativi e, soprattutto, in alcune forme di domanda-risposta2: contesti che rispecchiano la scansione dato-nuovo in cui l’ orizzonte tematico è largamente condiviso dai partecipanti allo scambio. A titolo esemplificativo si veda il testo di una pubblicità televisiva di qualche anno fa.

 

 

PUBBLICITÀ NUOVA TIRRENA ASSICURAZIONI

Sotto un ponte, lungo la riva di un fiume, un uomo e una donna vestiti come due senzatetto camminano tenendosi a braccetto. Sembra che abbiano freddo.

 

LUI:Ho pensato... e se la pensione non mi basta?

LEI:Ah... i soldi non bastano mai!

LUI: Io non ci capivo niente di pensioni integrative. Poi ho trovato un piano previdenziale chiaro e semplice.

LEI: Anch’io. L’ho completato e ora ci godiamo un bel capitale. (Si fermano a togliersi i cappotti e le parrucche) Senti...li riporti tu i costumi al negozio, eh?!?

 

VOCE FUORI CAMPO: Proiezioni. E’ il programma di investimento previdenziale di Nuova Tirrena.

 

LUI: La prossima festa io Tarzan, tu Jane!

SLOGAN: Nuova Tirrena Assicurazioni. Tutto Chiaro.

 

 

Si hanno due esempi di DD: il primo “ Io non ci capivo niente di pensioni ...” già visto in precedenza come espressione rituale tipica della conversazione quotidiana.

Nel secondo esempio “...li riporti tu i costumi...” il pronome diretto “li”, viene ripreso ed esplicitato alla fine dell’ enunciato dal sostantivo “i costumi”. Questo procedimento sintattico ha la funzione di richiamare un argomento già trattato in precedenza dai partecipanti allo scambio e, contemporaneamente, introduce nel corso della conversazione un elemento inatteso per lo spettatore.

La DD funge da aggiunta esplicativa che chiarisce eventuali ambiguità e, allo stesso tempo, provoca un effetto sorpresa nel telespettatore catturandone l’ attenzione. Secondo gli studi di Rossi (1996; 1997; 1999; 2000) questo è uno dei motivi per cui si verifica una maggiore presenza della DD nel parlato filmico e televisivo, dove la comunicazione è sempre orientata verso il destinatario esterno e il suo coinvolgimento riveste un’ importanza capitale.

Anche gli enunciati esclamativi presentano una forte occorrenza di DD. È un tratto tipico dell’oralità quotidiana largamente presente nel parlato filmico e pubblicitario, che non ha bisogno di integrazioni contestuali per le conoscenze condivise da parte di tutti i partecipanti allo scambio. L’esclamativa può presentare una struttura marcata da un’interiezione, da un pronome, un avverbio di valore esclamativo (chi, che, quale, come, quanto...), oppure può valere come frase completa anche in assenza del verbo e dell’avverbio esclamativo (esclamative ridotte); ciò è possibile solo se l’elemento anteposto al nome è costituito da un unico aggettivo. Di seguito possiamo vedere frasi di partenza dichiarative e le corrispondenti esclamative:

 

1. Questo film è triste!

2. Com’ è (Che) triste questo film!!

3. Triste questo film!!!

 

Nell’esempio 3. l’ anticipazione dell’aggettivo e la conseguente DD del sostantivo, insieme alla totale caduta del verbo (nominalizzazione) e ad una intonazione discendente, consentono una maggiore efficacia dell’enunciato rispetto a 1., caratterizzato da un ordine non marcato, e rispetto a 2.

Il testo che segue, una pubblicità trasmessa alcuni anni fa da tutte le reti televisive italiane, ne è un esempio.

 

PUBBLICITÀ DELLA PASTA PRONTA BUITONI

In cucina un gruppo di amici si accinge a preparare la cena.

 

LUI: Stasera voglio strafare: orecchiette con broccoli.

LEI: Oddio no, io li odio i broccoli!!!

LUI:è un piatto .......... (perplesso, deluso dalla risposta)

AMICO:Difficile la signora, eh.......?!?!

LUI:(con alcune confezioni di pasta in mano). Non per Don Diego! Lo chef Buitoni ti cambia la ricetta: ci mette la pasta, ci mette gli ingredienti, ci mette il fatto che è Buitoni, che non è da tutti.

(Tutti a tavola)

LEI (mentre mangia): Grande la tua pasta ai funghi !!!

AMICO:E non c’è da fare niente!

LUI: Come niente?! Aggiungere prezzemolo tritato. Eh ....Oh.... (ride)

VOCE FUORI CAMPO: Buitoni. Star bene a tavola.

 

La sequenza presenta esempi di DD con funzione dichiarativa e esclamativa.

Nel primo, “io li odio i broccoli”, la risalita del clitico “li” non solo è fortemente espressiva, ma è anche quasi obbligatoria perché il pronome risalendo a sinistra, riprende qualcosa che il parlante considera già dato come tema del discorso “i broccoli” e quindi noto all’ascoltatore, al quale viene aggiunto un nuovo elemento: il verbo “odio”.

I due esempi “difficile la signora...” e “grande la tua pasta ai funghi” presentano la DD del soggetto anticipato dagli aggettivi che fanno da schema di apertura. Si tratta di un meccanismo che, come il precedente, è largamente condizionato dal contesto e che ricorre quando la frase è abruptiva, cioè inizia un discorso (Benincà 1991). La forte economia sintattica (totale caduta del verbo), tipica del linguaggio pubblicitario, e la DD rispondono a un principio di immediatezza che, rispetto all’ ordine non marcato SVO, consente un’intensità maggiore dell’enunciato.

 

 

3. LA DISLOCAZIONE A DESTRA NELLA DIDATTICA DELL’ ITALIANO L2/LS

L’inserimento della DD in un corso ha l’obiettivo di far avvicinare gli studenti stranieri alla ricca varietà del repertorio linguistico italiano, sottolineando l’uso dei costrutti marcati pesso assenti nelle loro interlingue anche ai livelli più avanzati.

L’introduzione di questo tipico tratto dell’ italiano neo-standard consente di farli riflettere sulla costruzione del messaggio sfruttando le diverse possibilità combinatorie della lingua a seconda della situazione comunicativa. In questo modo si avranno discenti più consapevoli dell’ esistenza di diversi modelli linguistici: la varietà standard per l’uso scritto e parlato in contesti formali e la varietà neo-standard per il parlato .

 

 

4. PROPOSTE DIDATTICHE

Le attività che seguono, basate sui due spot televisivi, mirano a condurre gli studenti da una fase di apprendimento strutturata in esercizi di fissaggio (1-4) ad una fase più autonoma (5-8). Tuttavia nulla vieta che, per evitare noiose ripetizioni e pericolose demotivazioni, l’ insegnante adatti la fase 1-4 a una serie di attività comunicative più orientate all’interazione e al gioco linguistico, variando le modalità organizzative della classe (a squadre/gruppi o a coppie) e conferendo alla didattica una dimensione più ludica e coinvolgente.3

Nella fase iniziale dell’unità didattica, dopo la visione delle due pubblicità, l’insegnante attira l’attenzione sulla DD allo scopo di farne rilevare struttura e funzione, evidenziandone la diversità rispetto alla struttura SVO; poi, nella fase intermedia, sottopone alla classe qualche esercizio di fissaggio.

Con il primo compito si chiede agli studenti di reagire affermativamente o negativamente alla proposta secondo il modello dato; con il secondo e con il terzo si lavora sulle esclamative, mentre con il quarto compito si offre agli studenti l’opportunità di esercitarsi sulla costruzione di domande usando la DD.

 

1) Questa è una lista di piatti italiani. Lavorate a coppie: il compagno offre e tu accetti o rifiuti. Usate i seguenti verbi: odiare e detestare vs amare e adorare.

 

Esempio a: - Per cena pasta con i broccoli.

- Oddio, no. Io li odio i broccoli!

Esempio b: - Per cena pasta con i broccoli.

- Oh sì!! Io li adoro i broccoli.

 

zucchini grigliati - trippa alla fiorentina - gelato al cocco - tagliolini al salmone - lasagne al pesto - melanzane alla parmigiana - stufato di cinghiale - peperonata - vino rosso - caffé corretto con la grappa - marmellata di fichi - torta di ciliegie - spaghetti al gorgonzola - bistecca al sangue - fritto misto di pesce.

 

 

 

2) Costruite le affermazioni e poi trasformatele in esclamazioni:

 

Esempio: - La pasta ai funghi che hai preparato è molto buona.

- Buona la tua pasta ai funghi!

 

Potete anche usare i piatti dell’ esercizio precedente o inventarne dei nuovi con i seguenti aggettivi: saporito, delizioso, gustoso, squisito, appetitoso, delicato, piacevole, ottimo, divino, raffinato, speciale, piccante.

 

 

 

3) Costruite delle esclamazioni come nell’ esempio precedente. Per ogni parola cercate di usare l’ aggettivo appropriato:

 

Tv al plasma - tramonto sul lago - viaggio in treno - serata al cinema - concerto rock - nuova moto - panorama in alta montagna - nuovo taglio di capelli - vacanze in campeggio - festa di sabato scorso - notizie del giornale - mostra d’ arte contemporanea.

 

 

 

4) Ecco una lista di cose da fare. Fate più domande possibili al presente e al passato prossimo.

 

Esempio: Libri in biblioteca /riportare

- Li riporti tu i libri in biblioteca?/ Perché non li riporti tu i libri in biblioteca?

- Li hai riportati tu i libri in biblioteca?

- Quando li riporti i libri in biblioteca?

 

biglietti per l’ Eurostar /prenotare - DVD al videonoleggio/riportare - birre per la festa/ordinare - spesa al supermercato/fare - idraulico/chiamare - cane dal veterinario/portare - bolletta del gas/pagare - piatti/lavare - bucato/stendere - bambini a scuola/ andare a prendere - camicie in lavanderia/ritirare.

 

Nella fase finale l’insegnante propone attività di reimpiego o approfondimento della DD, ad esempio:

 

5) seleziona diversi esempi di sequenze video o testi radiofonici e invita gli studenti a riconoscere i vari esempi di DD e a trascriverli;

 

6) consegna la trascrizione di sequenze video o testi radiofonici in cui la DD è stata cancellata e sostituita con la corrispondente struttura non marcata e poi invita gli studenti a reinserire la DD;

 

7) porta in classe un oggetto o la foto di un oggetto e fa costruire una pubblicità;

 

8) propone, senza audio, una telepromozione oppure una sequenza da un film, fa immaginare la situazione e, sulla base di quanto visto, fa costruire un dialogo ad hoc.

 

5. CONCLUSIONI

Nel corso degli ultimi anni la lingua italiana ha visto profonde trasformazioni. Inizialmente poco considerate dalle grammatiche normative, hanno via via acquisito un ruolo determinante nel dibattito accademico-scientifico. Ora è auspicabile che trovino più ampio spazio anche sul versante dell’italiano come L2/LS, non solo nella riflessione teorica della glottodidattica, ma in particolare nei manuali e nella prassi operativa vera e propria.

 

 

RIFERIMENTI BIBLIOGRAFICI

Benincà P., 1991, “L’ordine degli elementi nella frase” in Renzi, L., Salvi G. P., Grande Grammatica Italiana di Consultazione, Volume I, Bologna, Il Mulino, p. 146.

Benucci A., 1994, La grammatica nell’ insegnamento dell’ italiano a stranieri, Roma, Bonacci

Rossi F., 1997, “Te lo dico dislocando”, Italiano e Oltre, 12, 4, pp. 246-52

Rossi F., 1999, Le parole dello schermo. Analisi linguistica del parlato di sei film dal 1948 al 1957, Roma, Bulzoni.

Rossi F., 1996, “Sul linguaggio cinematografico, sulla lingua del film”, Cinema Nuovo, 45, 359, pp. 38-41.

Rossi F., 2000, Tratti pragmatici e prosodici della dislocazione a destra nel parlato spontaneo, LABLITA, Laboratorio Linguistico del Dipartimento di Italianistica dell’Università di Firenze.

 

1 Gli esempi sono tratti dal sito www.lingue.unige.it/personale/visconti/1047.doc

2 La DS si registra principalmente in enunciati assertivi (Rossi 2000)

3 Tutte le attività possono essere proposte già al livello B1/B1+. Sta comunque alla sensibilità del docente decidere il momento e le modalità più opportune.

 

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