“Analisi del questionario docenti”

“Analisi del questionario docenti”

In CILIBERTI A., ANDERSON L. (a cura di), Le forme della comunicazione accademica
FrancoAngeli, Milano, 2007 RECENSIONE

Il saggio esamina le attività stabilite nell’ambito della Comunità Europea che servono alla definizione dei crediti: a. le lezioni, b. il lavoro sperimentale e pratico, c. i seminari, d. i tutorial, e. gli esami e altre attività di valutazione. Queste forme vengono scrutinate in questo lavoro attraverso un questionario per docenti. I dati conoscitivi di base sono stati raccolti presso un’università di media grandezza del centro Italia. In questo questionario sono rappresentati 5 corsi di laurea. Una delle prime domande del questionario rileva la relativa frequenza con cui vengono praticate le forme della didattica. Tutti i docenti utilizzano la lezione frontale e la quasi totalità utilizza anche il seminario. Il tutoriale è praticato da metà circa dei docenti, mentre le esercitazioni sono praticate da un terzo dei docenti. La lezione frontale viene spesso equiparata alla Vorlesung (in ambito germanico) o alla lecture (in ambito britannico), senza, tuttavia, tenere in considerazione i diversi ambiti socioculturali. Dall’analisi dei risultati del questionario emerge che la lezione frontale detiene ancora oggi il primato fra le varie forme di didattica utilizzate. La quasi totalità dei rispondenti ha indicato la propria lezione come “esposizione di contenuti con possibilità di intervento durante la lezione”. Gli strumenti utilizzati per veicolare la lezione sono stati individuati in: 1. Lavagna tradizionale, 2. Lavagna luminosa, 3. diapositive, 4. Registrazioni audio, 5. Film, 6. Elaborazioni digitalizzate, 7. Campioni o altri reperti (per le lezioni di archeologia). Per quanto riguarda gli scopi che le lezioni frontali si prefiggono, emergono: obiettivi contenutistici e metodologici, mentre è considerato meno importante offrire un quadro generale sulla disciplina. I docenti tendono a fornire agli studenti più una “chiave di lettura” che una panoramica su una data disciplina. Per la quasi totalità dei docenti il seminario costituisce circa dal 10% al 25% della propria didattica e coinvolge gruppi di non più di 10 studenti. I docenti indicano che lo scopo di un seminario è quello di far sviluppare in uno studente la capacità di svolgere una ricerca autonomamente e di re4lazionare oralmente e/o per iscritto. I docenti indicano sia la lezione che il seminario come componenti di uno stesso corso: una obbligatoria, l’altra facoltativa. Lo scopo indicato per il seminario è di: approfondire i contenuti della lezione, ampliare i contenuti della lezione, presentare nuovi contenuti. Il tutoriale consiste in un incontro di discussione (fra docente e studenti, fra docente e un singolo studente) e serve a soddisfare scopi generici (richiesta di informazioni, chiarificazioni). Lo scopo del tutoriale e quello di seguire gli studenti nello studio personale, nel risolvere problemi legati al piano di studi, risolvere problemi scientifici, aiutare gli studenti in fase di tesi, concordare argomenti con gli studenti, discutere con i gruppi seminariali. L’esercitazione pratica viene utilizzata poco frequentemente e consiste nel lavoro individuale o di gruppo condotto sotto la guida di un docente. Il suo scopo è quello di insegnare ad applicare le conoscenze acquisite, far scoprire il rapporto fra teoria e pratica. La verifica non viene diversificata nelle sue forme dalla maggior parte dei docenti, poiché la forma più praticata in assoluto è la prova orale. Non viene praticamente mai somministrata la verifica in itinere, ma solo alla fine del corso e viene testata in buona parte l’abilità di studio solitario dello studente.

ballarin@unive.it
Università di Venezia

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