“L’Acquisizione di una LS da parte di giovani adulti”

“L’Acquisizione di una LS da parte di giovani adulti”

In Pavan E. (a cura di), Il Lettore di Italiano all’Estero. Formazione linguistica e glottodidattica
Roma, Bonacci Editore, 2005 RECENSIONE

Il lettore che si appresta ad inizare un’esperienza lavorativa presso un’università straniera — in particolare presso un’istituzione nordamericana— troverà nell’articolo del professor Balboni l’opportunità per riflettere sui due fondamentali principi dell’insegnamento delle lingue straniere oltre che sulla necessaria distinzione fra lingua straniera e lingua seconda. L’articolo presenta infatti, in breve e con chiarezza, sia il significato di acquisizione di una lingua straniera che le caratteristiche neuropsicolinguistiche e motivazioni del pubblico cui il lettore si rivolgerà, in questo caso il tipico studente universitario, o ‘il giovane adulto’ come definito dall’autore, di facoltà umanistiche, scientifiche o professionali nordamericane. La veloce e puntuale analisi delle differenti aspettative, ‘maturità’ e motivazioni degli studenti —oh, come sarebbe stato utile all’autrice di questa recensione saperlo prima di cominciare ad insegnare in Canada!—offre al lettore indicazioni sui principi metodologici, strategie ed attività per le classi e sul ruolo in generale che il docente dovrebbe assumere, secondo il pubblico cui si rivolge. Ulteriori opportunità per comprendere le motivazioni e i fattori che contribuiscono all’acquisizione linguistica dello studente d’italiano e quindi le implicazioni che ciò dovrebbero avere per il lettore, vengono dai tre modelli —modello egodinamico, modello dell’input appraisal e modello basato sui fattori di dovere, bisogno, piacere—che l’autore propone in queste pagine, e la menzione alla ‘multiple intelligence theory’ di Robert Gardner (1993) e alla psicologia della Gestaldt o psicologia della forma. Considerando tutti questi elementi e i meccanismi cognitivi, relazionali e fisici di acquisizione linguistica dell’essere umano in generale l’autore conlude invitando l’insegnante ad usare un approccio glottodidattico umanistico-affettivo perchè più naturale e comprensivo. I principi neuro-psicologici di bimodalità e direzionalità e i percorsi ideali e condizioni per l’acquisizione della lingua straniera già messi in evidenza da Chomsky, Krashen, Vygotsky e Bruner e in quest’articolo riassunti, vengono rispettati solo laddove si consideri l’apprendente nella sua globalità ed individualità: l’approccio umanistico-affettivo propone percorsi formativi mirati alle potenzialità e coinvolgimento di ogni singolo studente.

luisa.canuto@ubc.ca
University of British Columbia, Vancouver, Canada

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