Il Lexical Approach e i processi di memoria. Alcune convergenze.

Il Lexical Approach e i processi di memoria. Alcune convergenze.

Autore: 

in DOLCI R., CELENTIN P. (a cura di) , La formazione di base del docente di italiano per stranieri (seconda edizione)
Roma, Bonacci, 2000, pp. 87-100.

Questo contributo descrive le linee guida del “Lexical Approach” proposto da Lewis negli anni Novanta, mettendone in luce la validità in relazione agli effettivi processi di memoria nell’uomo.

Nella prima parte l’autore sottolinea la portata innovativa della proposta metodologica di Lewis, che tenta di superare la tradizionale dicotomia tra grammatica e lessico considerando le parole non più come unità isolate da apprendere secondo liste decontestualizzate, bensì come unità lessicali (chunks) che si combinano secondo i criteri di coesione e coerenza dell’enunciato.

Dopo aver descritto i diversi tipi di chunks lessicali (dalle singole parole alle espressioni per strutturare il testo), vengono messe in luce le caratteristiche della memoria a breve termine che sembrano supportare le ipotesi teoriche del Lexical Approach. Ad esempio, l’insistenza di Lewis sulla necessità di predisporre attività didattiche che favoriscano l’ampliamento del vocabolario secondo unità lessicali e non singole parole trova riscontro negli studi sulla capacità di memoria; pur avendo uno span limitato, la memoria è infatti in grado di raggruppare gli elementi in entrata in unità superiori di significato, perciò la presentazione di chunks lessicali rispetta e favorisce le capacità della memoria a breve termine. L’autore sottolinea anche che il ripasso di elaborazione che, a differenza del semplice ripasso di mantenimento, fa leva sulle caratteristiche semantiche del materiale da apprendere, porta a risultati migliori in termini di apprendimento. Ciò trova riscontro nel paradigma Osservazione-Ipotesi-Sperimentazione proposto da Lewis, che considera il soggetto una mente attiva che osserva e formula ipotesi sul funzionamento della lingua, attraverso strategie che fanno leva sulle caratteristiche semantiche del materiale da apprendere. Il saggio di Cardona avvalora la metodologia di Lewis con dati provenienti dalla ricerca psicologica ed evidenzia l’opportunità di riconsiderare il ruolo del lessico nell’apprendimento delle lingue.

daloiso@unive.it
Università di Venezia

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