La linguistica dei corpora nella didattica delle lingue straniere

La linguistica dei corpora nella didattica delle lingue straniere

SeLM, 4-5, Anno XLIV, 2006, pp. 4-25

Rita Calabrese, sviluppando una riflessione teorico-scientifica sulla linguistica dei corpora nella didattica delle lingue straniere, avvia la serie di contributi che caratterizzano la sezione monografica di questo numero SeLM. Nell’ambito della linguistica teorica e della glottodidattica, si è andato affermando a partire dagli anni ’90, il corpus linguistics, un filone di studi ispirato ad un approccio linguistico che focalizza l’attenzione e la prassi didattica sul lessico. Grande impulso in questa direzione viene dal “contestualismo britannico”, un movimento empirista che, prendendo le mosse dal modello linguistico di Halliday (1996), considera il livello lessicale non separato da quello sintattico e utilizza grosse banche dati o corpora per l’analisi e descrizione della lingua. L’autrice indica la possibile ricaduta e le possibili applicazioni di questo approccio nella didattica delle lingue straniere, sottolineando come il corpus linguistics sia un efficace strumento per il potenziamento delle abilità metalinguistiche degli apprendenti, che diventano ricercatori attivi nello studio sul funzionamento linguistico. A completare la sezione monografica le esperienze di Nicoletta Gagliardi, Lucia Drago e Loredana Sferruzza che descrivono tre diversi percorsi di applicazione didattica del corpus linguistics. Nicoletta Gagliardi dà suggerimenti operativi per l’applicazione del corpus della lingua del turismo nella didattica del tedesco nella scuola secondaria, individuando i testi delle guide turistiche, utilizzate nella sua sperimentazione didattica, particolarmente adatte sia dal punto di vista morfosintattico che lessicale. Per quanto riguarda l’aspetto morfosintattico in questi testi si osservano la frequenza di fenomeni riscontrabili nella lingua comune quali lo stile nominale, la semplificazione delle strutture del periodo, l’uso del passivo e della modalità. L’aspetto lessicale si evidenzia come interessante perché risponde a immediate necessità comunicative, presenta neologismi, ibridismi, forestierismi e particolari Wortbildungen. Lucia Drago si concentra, invece, sull’uso di corpora nella lingua francese accessibili gratuitamente in internet, dando una descrizione dettagliata del percorso di ricerca in rete e delle attività didattiche che si possono sviluppare in classe, suddivise per livelli di competenza linguistica. L’ applicazione didattica dei corpora nella didattica della lingua inglese, con riferimento all’esercizio della traduzione attraverso l’uso delle nuove tecnologie, occupa la riflessione di Loredana Sferruzza. L’autrice distingue tra i corpora paralleli e i corpora comparabili. I primi sono raccolte di testi e delle rispettive traduzioni in una o più lingue; i secondi raccolgono testi originali in una o più lingue, con lo stesso scopo comunicativo e quindi confrontabili. I corpora paralleli sono particolarmente utili nell’esercizio della traduzione perché consentono allo studente di diventare un “language detective” e analizzare in modo sistematico le strategie adottate per risolvere specifiche difficoltà traduttive. L’utilità dei corpora comparabili si individua nello studio dei tratti formali che ricorrono nelle lingue speciali con esempi autentici della lingua d’arrivo.

pdm2k@libero.it
Università di Venezia

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