Un approccio umanistico affettivo all’insegnamento dell’italiano a non nativi

Un approccio umanistico affettivo all’insegnamento dell’italiano a non nativi

Autore: 

Venezia, Libreria editrice Cafoscarina, 2005

Il volume prende in considerazione l’utilizzo dell’approccio umanistico affettivo nell’insegnamento, in particolare dell’italiano come Lingua straniera oppure come Lingua Seconda. Il testo, partendo da un interrogativo che è fondamentale per condurre alle conclusioni del saggio, “Perché gli studenti non imparano ciò che gli insegnanti insegnano?”, propone una serie di riflessioni epistemologiche accanto a percorsi di tipo operativo, che sottolineano l’esigenza dei formatori di abbinare i due aspetti nella didassi quotidiana. Il libro è suddiviso in tre parti: nella prima si affrontano i fondamenti teorici dell’approccio umanistico affettivo con l’obiettivo di inserirli negli attuali contesti formativi, nella seconda parte possiamo ritrovare molte indicazioni metodologiche di ambito disciplinare, le quali traducono in modelli operativi le teorie scientifiche della prima parte. Di notevole interesse ed originalità, in questa sezione, appare l’esortazione ad inserire la canzone d’autore nella didattica della letteratura, invito che ben concilia le forme artistiche di questo genere musicale con le esigenze operative degli insegnanti e gli interessi degli studenti. Si ritrova in questa sezione un rimando molto interessante a situazioni problematiche tipiche dei contesti attuali di insegnamento, ossia le classi multietniche e plurilivello, e vengono suggerite modalità di tipo metodologico ed organizzativo che possono ovviare alle difficoltà che il docente incontra. Nella terza ed ultima parte, inoltre, viene proposta una serie di percorsi didattici pienamente operativi con ampi suggerimenti per la didassi del docente di lingua italiana. Il saggio, il cui stile è incisivo, chiaro e stimolante, ricco anche di proposte operative stimolanti e varie, ricco anche di riferimenti letterari, è destinato sia allo studioso di glottodidattica che al formatore e al docente, i quali posso ritrovare in questo volume sia un quadro scientifico di riferimento, sia la traduzione in modelli operativi concreti delle teorie: questo continuo rimando tra teoria e prassi rende il testo uno strumento duttile e dinamico, di notevole interesse e di estrema modernità.

begotti@unive.it
Università di Venezia

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