Cinese: informatica per la didattica

 

 

Cinese: informatica per la didattica

 

di Manuel Barbera (SSLMIT Trieste) (b.manuel@inrete.it)
 

Queste brevi pagine riassumono il contenuto di una lezione tenuta nell’ambito del corso di formazione organizzato dall’Università di Torino, Facoltà di Lingue e letterature straniere per conto del M.P.I. lungo un notevole arco di tempo, dall’aprile 2000 al marzo 2001. Si trattava di (in)formare docenti in servizio preparandoli ad affrontare le problematiche connesse all’insegnamento dell’italiano a stranieri.

Lo scopo era quello di presentare a docenti delle scuole elementari e medie le risorse che la Rete può offrire a chi, non sinologo, si trova a fronteggiare il problema – sempre più frequente – di avere bambini cinesi nelle proprie classi, deve insegnare loro l’italiano, ma vuole tener conto della loro lingua madre per valorizzarla in quanto patrimonio dell’individuo e ricchezza per la classe.

Non si può ovviamente pretendere in tali situazioni che il docente si possa dotare dei rudimenti elementari della lingua cinese (a meno che, naturalmente, non abbia interessi personali in tal senso): l’impegno che ciò comporta, specie per quanto riguarda la fonetica e la scrittura, è infatti tutt’altro che indifferente.

Quello invece che si può concretamente proporre è che il docente, al di là di avere una generale consapevolezza dei problemi che si troverà davanti, sappia praticamente come visualizzare e scrivere il cinese sul PC (fonts, programmi di videoscrittura, ecc.) ed abbia a disposizione una serie di vie meno dirette con cui coinvolgere in qualche modo i suoi allievi.

Trattando di Internet e dell’apprendimento linguistico si è detto: “Attorno allo studente di lingua è oggi possibile recuperare quei contesti vivi in cui questa lingua di studio è strumento di comunicazione e di vita. Sul piano psicolinguistico e glottodidattico si ha pertanto un balzo verso quella “naturalità” (Krashen 1987) che trasforma la nuova lingua in apprendimento da straniera in seconda” (Porcelli-Dolci 1899, 88). Si pensa infatti alla situazione tipica dello studente, poniamo, italiano che in Italia vuol studiare tedesco o francese o inglese e attraverso la Rete può immergersi in contesti d’uso meno artificiosi di quelli ricreati in classe. All’allievo sinofono in Italia - e ai suoi insegnanti italiani - la Rete offre invece la possibilità di vedere e sentire il cinese usato come strumento di comunicazione e di vita in Cina, di allargare l’input forzatamente ristretto rappresentato dalla cerchia familiare in cui vive l’allievo che frequenta le nostre scuole. In molti casi Internet diventa la sola fonte di cinese mandarino che l’allievo ha a disposizione perché in famiglia è in realtà praticato un dialetto diverso.

1. Motori ricerca, portali e riferimenti generali

In genere, quando si compie qualche ricerca sulla Rete, è buona consuetudine partire dai portali e dai motori di ricerca più specifici rispetto all’argomento ricercato. Siti cinesi (specie taiwanesi) di tal genere non mancano di certo, ma risultano poco consigliabili ai nostri fini: proprio perché sono “nativi”, ossia totalmente (tranne poche scritte, perlopiù pubblicitarie, in inglese) redatti in cinese, oltre ad essere difficilmente comprensibili non sono come tali (se non si sono ancora affrontate le procedure per sinizzare il proprio PC, di cui parleremo in séguito) neppure visualizzabili correttamente sui nostri schermi. La cosa migliore da fare è pertanto ricorrere ai consueti motori di ricerca internazionali; Altavista e Yahoo, in particolare, sono particolarmente aggiornati su risorse asiatiche e sono, in effetti, spessissimo usati anche in Cina e Taiwan. Fornisco comunque anche tre esempi taiwanesi, che probabilmente varranno più come caveat che non come effettive risorse di informazione:

Academia Sinica
http://www.sinica.edu.tw/misc/web-search.html

Coo
http://coo.com.tw/

Openfind
http://www.openfind.com.tw/

2. Risorse di studio, cultura generale, curiosità.

Come accennavamo, non è qui il caso di rimandare a siti propriamente scientifici su lingua e cultura cinesi, anche se ve ne sono molti, in quanto sono in genere troppo specialistici e fuori portata rispetto agli obiettivi presenti. Qui mi limito a due riferimenti (che hanno perlomeno il vantaggio di essere in inglese e di non richiedere in genere di avere il PC già predisposto alla visualizzazione dei caratteri cinesi): il primo è accademico ma piuttosto ricco di argomenti culturali oltre che tecnici, il secondo è più abbondante di spunti anche informatici e pratici:

Web Sites Related to China and Chinese Culture: Tianwei Xie’s Bookmarks
http://philo.ucdavis.edu/CHINESE/chinanet.htm

Marjorie Chan’s China Links
http://www.cohums.ohio-state.edu/deall/chan.9/c-links.htm

Ho parlato di “vantaggio di essere in inglese”: è infatti da dire che su lingua e cultura cinese in italiano (al di fuori dei siti di interesse accademico) non c’è molto di utilizzabile. Un esempio potrebbe essere la pagina seguente:

Babele Levante
http://bab-levante.net/cina/wel_cina.htm

Un sito un poco più linguistico ma che, se usato con precauzione (la “traduzione” dei nomi occidentali in cinese può riservare a volte strane sorprese), può riuscire di qualche utilità è quello che consente di farsi scrivere il proprio nome in cinese (e che offre anche molti links più “colti” sull’onomastica cinese):

Chinese Names
http://www.mandarintools.com/chinesename.html

Sempre utili possono essere siti che offrono immagini della Cina, dalle scene paesaggistiche ai monumenti storici, come:

Land of Beauty
http://www.cnd.org/Scenery/index.html

Per avvicinarsi ad una determinata cultura è spesso utile la consultazione dei suoi principali quotidiani (specie se ne è disponibile online una versione internazionale in lingua inglese). Purtroppo nel caso del cinese gli ostacoli grafici e linguistici sono i soliti: a titolo di esempio, comunque, si può guardare:

mingpao News
http://www.mingpaonews.com

3. Dalla linguistica di base alla didattica

Di puramente linguistico, come accennavo, non c’è molto da consigliare che sia facilmente alla portata od utile in questa prospettiva. A chi volesse, comunque, una buona introduzione, accessibile ma esauriente, alla lingua cinese non si può che raccomandare Abbiati 1992, che è pure autrice della migliore grammatica cinese disponibile in lingua italiana (Abbiati 1998); quanto poi ai dizionari, in lingua italiana vi è Viotti Bonfanti 1991, ma per ogni utilizzo al di là dell’elementare è imprescindibile il dizionario standard pinyin (il pinyin è il sistema di trascrizione ufficiale impiegato attualmente nella Repubblica Popolare Cinese) cinese - inglese edito a Pechino, la cui ultima revisione è Wei 1995.

La trascrizione del cinese è l’unico argomento linguistico per il quale penso sia bene spendere qualche parola, fornendo almeno un indirizzo utile. Accanto al pinyin che ho appena menzionato vi sono stati (e vi sono) infatti altri sistemi di trascrizione, di cui è bene avere conoscenza anche per scopi modesti: la maggior parte dei personaggi cinesi conosciuti attraverso i libri di storia, arte e letteratura sono tuttora noti in occidente prevalentemente nella trascrizione Wade-Giles (sistema ancora ufficiale in Taiwan e che ha goduto fino a tempi molto recenti di popolarità pressoché assoluta tra i sinologi), e gli schedari (anche elettronici) di molte biblioteche, specie americane, utilizzano il sistema Yale.

Mapping Table Pinyin - Wade-Giles - Yale
http://www.m.isar.de/denner/neijia/romanisation/mapping.html

Esauriti – si fa per dire – i preliminari linguistici, veniamo ora ad affrontare tematiche più direttamente legate alla didattica e di più diretto interesse per chi in questo settore opera.

Una prima domanda che è bene porsi è come sia organizzata l’istruzione in Cina. È infatti opportuno conoscere quale sia la realtà di provenienza degli allievi: il livello di istruzione di partenza su cui si può contare ed il tipo di rapporto con la scuola che i propri alunni hanno sviluppato sono informazioni preziose per l’educatore. Il sito seguente fornisce alcune utili notizie su questo soggetto:

Gatechina: Education in China
http://www.gatechina.com/China/Education/Education/

Utile come termine di paragone è anche conoscere quel che si fa in altri paesi. Particolarmente interessante, e da tenere presente per trarne ispirazione adattandolo alla diversa realtà italiana, è quanto si è fatto negli Stati Uniti, dove le iniziative legate ai progetti C-HCP e C-ERIC sono di vastissime dimensioni ed hanno anche posto a disposizione una larga messe di documentazione e di materiali didattici:

CHCP - Golden Legacy Curriculum - Home
http://www.chcp.org/Pgolden.html

CHCP - Golden Legacy Curriculum - Texts
http://www.kqed.org/ednet/school/socialstudies/golden/index.html

ERIC - Chinese Educational Resources Information Centre - Home
http://www1.fed.cuhk.edu.hk/en/

Interessante è anche dare uno sguardo alla bibliografia cinese esistente per bambini e ragazzi (fiabe, narrativa, ecc.), anche se questa, quando bilingue, è quasi tutta sviluppata dal punto di vista di realtà anglofone. Un sito atto allo scopo è il seguente, in cui la documentazione è estesa anche al Tibet, e vi sono eventuali riferimenti alla reperibilità dei testi su siti di vendita online:

China & Tibet - A Bibliography of Children’s Books
http://falcon.jmu.edu/~ramseyil/mulchinese.htm

Venendo alla situazione specifica italiana, utili informazioni generali per la glottodidattica elementare dell’italiano sono offerte sul sito ALIAS dell’Università di Venezia, coordinato dal Prof. Paolo Balboni. Tra i moduli didattici del sito si trova quello intitolato L’allievo cinese di Barbara D’Annunzio, che sarà proficuo confrontare con il suo corrispondente americano (ERIC Digest) di Jianhua Feng, Asian-American Children: What Teachers Should Know.

Alias - Moduli
http://helios.unive.it/~aliasve/corpomoduli.htm

Barbara D’Annunzio - L’allievo cinese
http://helios.unive.it/~aliasve/moduli/dannunzio/lallievocinese.htm

Jianhua Feng - Asian American Children: What Teachers Should Know
http://ericps.ed.uiuc.edu/eece/pubs/digests/1994/feng94.html

A livello di amministrazioni locali, dove le comunità cinesi sono più numerose, incominciano a tenersi corsi appositi per insegnare italiano ai bambini cinesi; si vedano, ad esempio, quelli tenuti dalla civica Scuola di Lingue e Culture Orientali di Milano, cfr. per informazioni:

IsIAO - Scuola Civica
http://bab-levante.net/civica_2000/presentazione%20scuola.htm

Piccoli aiuti pratici potrebbero inoltre venire dal sottoriportato Audio Tutorial of Survival Chinese, che raccoglie una collezione di file WAVE e MIDI con frasi utili che vanno dal “buongiorno” al “come ti chiami” allo “sta’ bravo”:

AudioBasicChinese
http://www.wku.edu/~yuanh/AudioChinese

Un altro importante capitolo da affrontare è quello del software glottodidattico. In inglese vi è un’ampia offerta di programmi, perlopiù di origine taiwanese. Una delle pagine più complete in questo settore è quella di GyCom; per l’insegnamento elementare del cinese sono invece note la pagina di Oingo e quella di ThinkRed con il suo classico freeware Chinese Trainer DrDo:

Gy.Com - Children Educational Software
http://www.gy.com/language/ch_educa_kid.htm

Oingo - Mandarin Chinese Educational Software
http://www.oingo.com/topic/117/117703.html

ThinkRed - Home of Freeware (Educational)
http://www.thinkred.com/

Il panorama italiano è prevedibilmente molto più povero. La nota pagina bolognese Kidslink di software freeware italiano didattico di base non ha, in effetti, materiale specifico per sinofoni, ma qualche programma multilingue comprendente anche l’italiano è segnalato sul sito di GyCom, e, soprattutto, è stato presentato nel 1999 alla Fiera del libro per ragazzi di Bologna Piccolo Drago, un programma su CD-ROM dal costo contenuto (50.000 L) appositamente studiato per insegnare l’italiano ai bambini cinesi:

Kidslink - Software autoprodotto
http://kidslink.bo.cnr.it/cicca/arcifile/autox.htm

Xiaolong / PiccoloDrago - CDROM
http://www.cospe.it/news/cdrom/xialong_piccolo_drago.htm

4. Software per la lingua cinese: visualizzazione Web, fonts, videoscrittura.

L’argomento è molto vasto, e le risorse a disposizione sono numerosissime: si veda anche solo l’elenco generale di software houses con programmi multilingui presente in questa pagina di GyCom:

Gy.Com - Multilingual Software Resources
http://www.gy.com/source/lang.html

Per non perdere la rotta in questa navigazione, mi atterrò al concreto, partendo dall’essenziale, come avere sul proprio PC i caratteri cinesi, per affrontare poi il problema di visualizzarli sulla Rete, ed, infine, di come scriverli.

La soluzione più radicale è naturalmente quella di “nativizzare” completamente il proprio PC, installando una versione localizzata di Windows, di Office e di ogni altro programma di cui si abbia bisogno. Tale soluzione, oltreché costosa (si veda ad esempio il sito di una nota ditta di software localizzato riportata qui sotto) non è pratica per la maggior parte delle situazioni didattiche che posso immaginare in Italia, in quanto si avrà una macchina completamente ed esclusivamente cinese, anche in tutti i menu e messaggi di sistema.

AsiaSoft - Chinese Windows Software & Fonts
http://www.asiasoft.com/

La soluzione minimale è, invece, quella di installare dei fonts di caratteri cinesi, cosa che sembra abbastanza ragionevole a dirsi ma che presenta molti inconvenienti pratici, che risulteranno evidenti una volta introdotte alcuni informazioni di base. La pagina (canadese) di riferimento per i fonts cinesi comunque è:

Luc Devroye’s Page on Chinese Fonts
http://www-cgrl.cs.mcgill.ca/~luc/china.html

Un primo dato riguarda il numero dei caratteri cinesi esistenti: il dizionario più ricco ne elenca circa 56.000, ma il più diffuso e normativo dei dizionari monolingui ne presenta “solo” 11.000, ed è normalmente valutato in circa 2.500-3.000 il numero dei caratteri necessari per la lettura di un quotidiano (cfr. Abbiati 1992, 102-103). Il secondo dato fondamentale è che ne esistono due batterie distinte: i “caratteri semplificati” sono in uso ufficiale nella sola Repubblica Popolare Cinese, mentre i “caratteri tradizionali” (o “non semplificati”) sono in uso ufficiale a Taiwan ed in tutte le altre tradizioni grafiche che ricorrono, in varia misura, ai sinogrammi (Giappone, Corea, ecc.). Oltre a ciò, va anche saputo che esistono “caratteri regionali” non usati nel cinese standard, ma a volte molto diffusi: per menzionare un’area culturale ben nota anche in Italia grazie alla proliferazione dei ristoranti cinesi, discreta parte del lessico gastronomico è di origine cantonese e presenta caratteri che inutilmente si cercherebbero in un dizionario di cinese standard.

Ora, il formato di fonts nativo in Windows è il True Type (TTF), che è normalmente organizzato secondo lo schema ANSI, che prevede soli 255 codici per ogni tavola di caratteri (e tale schema è riprodotto anche nei fonts Postscript PSF di Adobe): con questo standard è evidente che la gestione di un sistema di anche solo 3.000 caratteri diventa piuttosto macchinosa. A partire da Windows ed Office 97 è finalmente possibile usare lo schema di codifica Unicode (cfr. la pagina sotto riportata) che rende possibile la creazione di tavole di caratteri di dimensioni quasi illimitate (l’attuale versione completa dello standard ha codificato 49.194 caratteri).

Unicode - Homepage
http://www.unicode.org/

Al di là della configurazione materiale che i files di fonts possono avere (formato TTF o PSF, tavola ANSI od Unicode) la necessità di uniformità imposta dalla Rete ha prodotto l’organizzazione della massa di caratteri cinesi (vuoi semplificati e tradizionali, vuoi usati in Cina, Taiwan, Corea e Giappone) in codifiche standard, traducibili dalla maggioranza dei programmi. Le più diffuse sono Big5 (circa 13.000 caratteri; preferibile per i non semplificati; è lo standard prevalente in Taiwan) e GB (circa 7.000 caratteri, perlopiù usato per i semplificati; è lo standard prevalente nella Cina Popolare), ma vi sono anche standards CJK “unificati” per cinese giapponese e coreano. Un confronto tra codifiche diverse è ad esempio presentato nel seguente sito:

Big5 - GB - Hz Code Samples
http://www.chinapage.com/bg-gb-hz.html

Altri indirizzi utili per reperire fonts cinesi sono la Dynalab (fonts Unicode commerciali, di ottima qualità ma costi non indifferenti), WinChinese (FTP di fonts freeware), China Dragon Beauty (fonts Unicode freeware), cui si può eventualmente aggiungere il supplemento cantonese per Big5 fatto dall’amministrazione di Hong Kong (Hong Kong Special Administrative Region Government). Visto il gran numero di ristoratori cinesi in Italia, la richiesta di poter scrivere un menu sul computer di scuola non è poi così peregrina come d’acchito potrebbe sembrare.

DynaLab
http://www.dynalab.com/

WinChinese Fonts FTP
ftp://ftp.ifcss.org/pub/software/fonts/big5/ms-win/

ChinaDragonBeauty - FreeFonts
http://www.indeed.com.tw/download.html

Cantonese Big5 Supplement Fonts
http://www.info.gov.hk/gccs/

A questo punto si può facilmente comprendere come la soluzione “più semplice” per rendere accessibile il cinese al proprio PC – installare i fonts cinesi – non sia affatto così semplice. Bisogna comunque badare che il proprio sistema consenta o meno l’Unicode, disporre di almeno un fontset tradizionale ed uno semplificato, e possibilmente di almeno due standards (Big5 e GB) per garantire una buona visualizzazione della Rete al sistema. Scrivere, ovviamente, comporta una penosissima ricerca manuale di ogni singolo carattere tale da sconsigliare senz’altro la procedura, ma, una volta procurati ed installati fonts adeguati, almeno la visualizzazione delle pagine Web risulta più o meno automatica, anche se vari problemi possono sempre nascere a seconda dei browsers e della coincidenza o meno delle codifiche tra pagina remota e PC locale. Vi sono allo scopo molti siti che forniscono informazioni specifiche su singole configurazioni, come ad esempio:

Academia Sinica - Web & Chinese (Big5 con Win, Mac e Linux)
http://peacock.tnjc.edu.tw/NEW/chinese_brower.html

Academia Sinica - Web & Chinese (Big5 con Win3.1 a 16 bit)
http://www.sinica.edu.tw/chinese-env/win31.html

Tips - Read Chinese With Netscape
http://www.geocities.com/Tokyo/Towers/3315/tips.html#4.2

Tips - Read Chinese With Explorer
http://www.geocities.com/Tokyo/Towers/3315/tips_ie.html

Anziché sciegliere, scaricare ed installarsi direttamente i fonts, se l’unico requisito desiderato è quello di visualizzare pagine Web, mails e news con caratteri cinesi, una soluzione indubbiamente più sbrigativa e dai costi relativamente limitati è quello di acquistare un plugin che abiliti il proprio browser a riconoscere e visualizzare automaticamente i caratteri corretti: Asia Surf è il più economico (dai 10 ai 20 $), ma funziona solo per le versioni 3.x di Explorer e Netscape (oltre che per Eudora, Lotus mail e AOL); NJ Viewer è invece il più caro, ma funziona per la maggior parte dei browsers in qualunque versione di Windows (3.x/95/98/ME/NT e 2000):

Asia Surf
http://www.dynalab.com/products.phtml

NJ Star WIN Internet Viewer 1.83
http://www.njstar.com/njwin/

Asian Viewer
http://www.chinesegateway.com/asianviewer.html

Infine, per davvero scrivere in cinese sul proprio PC e non limitarsi a visualizzare pagine altrui od a scrivere una manciata di caratteri cercandoli a mano e con stenti direttamente nei fonts, è praticamente indispensabile l’acquisto di un programma di videoscrittura apposito. Tutti i programmi presenti sul mercato, di cui riporto qui sotto i principali, hanno da uno a più fonts in bundle, ed i prezzi possono variare anche molto in base a tale dotazione (99-329 $ NJ Star; 199 $ Twinbridge; 159-259 $ Asian Gateway). Si tenga presente che Twinbridge è piuttosto ricco di fonts (20, in versioni semplificate e non, Unicode e non), ma che NJ Star riesce di solito di più facile uso ad utenti inesperti, anche se la sua configurazione di prezzo (199 $) equivalente a Twinbridge ha solo 2 fonts in varie versioni.

NJ Star Chinese WP 4.31
http://www.njstar.com/njstar/chinese/

TwinBridge Chinese Partner 4.98
http://www.twinbridge.com/

ChineseGateway
http://www.chinesegateway.com/main-frame.html

Non è qui il luogo per illustrare minutamente il funzionamento di questi programmi, ma vorrei almeno notare come tutti consentano molteplici modalità di introdurre il testo cinese, tra le quali sono sempre presenti quella che parte dal pinyin e quella che parte dai tratti dei caratteri. La prima, orientata in senso alfabetico (si scrive in alfabeto latino e poi si scelgono sillaba per sillaba i caratteri che vengono proposti dal programma) è quella che riesce di maggiore comodità a noi occidentali, mentre la seconda, orientata in senso grafico (si scelgono i caratteri in base al numero dei tratti di cui sono composti), segue il procedimento tradizionale cinese di classificazione dei caratteri ed è particolarmente comodo per i cinesi già scolarizzati in patria. Attrezzare un PC con un programma di videoscrittura cinese, quindi, viene opportunamente incontro alla duplice esigenza, cui accennavamo all’inizio, di agevolare da un lato il mantenimento della cultura linguistica originaria dello straniero, e dall’altro di creargli un ponte con la nostra tradizione occidentale.

5. Bibliografia.

Abbiati

1992 Magda Abbiati, La lingua cinese, Venezia, Cafoscarina, 1992.
1998 Magda Abbiati, Grammatica di cinese moderno, Venezia, Cafoscarina, 1998.

Krashen

1987 S.D. , Principles and Practice in Second Language Acquisition, Englewood Cliffs (N.J.) Prentice Hall,. 1987.

Porcelli-Dolci

1999 Gianfranco Porcelli, Roberto Dolci, Multimedialità e insegnamenti linguistici. Modelli informatici per la scuola, Torino, Utet Libreria, 1999.

Viotti Bonfanti

1991 Alessandra Viotti Bonfanti, Dizionario cinese-italiano / italiano-cinese, Firenze, Le lettere, 1991.

Wei

1995 A Chinese - English Dictionary (Revised Edition), Edited by Wei Dongya, Beijing, Foreign Language Teaching and Research Press, 1995

 

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