Giugno 2008  Supplemento alla rivista EL.LE - ISSN: 2280-6792
Direttore Responsabile: Paolo E. Balboni
Gli usi didattici del wiki per l'apprendimento collaborativo e cooperativo nell'italiano L2/LS: l'esempio di ADGWIKI di Serena Bedini, Roberto Balò

ABSTRACT

I wiki, come i blog, rappresentano la nuova frontiera dell'E-learning: di facile realizzazione, infatti, consentono di poter essere modificati e aggiornati continuamente e costituiscono, dunque, un ottimo terreno su cui costruire interessanti e innovative attività didattiche.

Proprio per la loro struttura flessibile, divisibile in varie categorie, possono inoltre costituire un feedback costantemente consultabile da parte di studenti e insegnanti e un portfolio linguistico telematico progressivamente aggiornabili. Inoltre, grazie alla facilità di implementazione e al ruolo innovativo che i wiki attribuiscono al docente e ai discenti, essi possono diventare un valido strumento didattico per applicare quanto teorizzato dai dettami del Cooperative e Collaborative Learning, creare situazioni inclusive che consentano lo sviluppo delle capacità di ognuno all'interno di un gruppo senza ingenerare tensione emotiva o alzare il filtro affettivo.

In questa sede, dopo aver analizzato le caratteristiche dei wiki e fatto riferimento ad alcune esperienze didattiche per l'insegnamento dell'inglese, verranno illustrate delle attività (testate all'Accademia del Giglio) nelle quali è stato possibile applicare il Cooperative Learning per il raggiungimento dell'obiettivo comune, ovvero la costituzione di un classwiki.

 

 

 

 

1. COS’È UN WIKI?

 

Un wiki è un sito che consente di pubblicare in modo collaborativo contenuti ipertestuali1: è costituito da un insieme di pagine, sulle quali è sempre possibile aggiungere informazioni o fare modifiche, grazie all’utilizzo di un collaborative software, o groupware, che permette di integrare in un unico progetto il lavoro svolto da più utenti in sessioni diverse. Ogni volta che un redattore apporta una modifica, questa diventa l’ultima versione corrente del wiki ed è quella che gli utenti possono leggere connettendosi ad esso. La struttura di un wiki prevede, infatti, due diverse interfacce: quella di lettura e quella di scrittura. L’interfaccia di lettura è ovviamente quella che compare di default, ovvero quella che configura il wiki esattamente come un normale sito internet. Per editare la pagina occorre invece cliccare su edit o modifica, accedendo così all’interfaccia di scrittura, nella quale si trova anche la toolbar, ossia la barra degli strumenti che servono per redigere il testo (grassetto, corsivo, aggiungi immagine, ecc…) e formattarlo.

Le modifiche o la creazione di nuove pagine sono aperte e libere, ma vengono registrate in una cronologia che permette, qualora sia necessario, di riportare la parte interessata alla versione precedente con un semplice clic del mouse; l’amministratore del wiki è colui che può deciderne le regole di accesso consentendo la scrittura e/o la lettura a tutti o limitandole ad alcuni utenti.

Il wiki, dunque, diventa uno strumento di collaborazione e di cooperazione che permette, grazie a determinate funzioni presenti in quasi tutti i software wiki, di creare pagine di discussione, di notificare i cambiamenti avvenuti, di registrare la cronologia delle modifiche e le varie versioni di una stessa pagina: il lavoro di gruppo viene in questo modo stimolato e reso ancora più efficace, perché tutti gli utenti sono da considerarsi sullo stesso piano. Inoltre la comunità wiki è improntata alla filosofia dell’open source, ossia tutti possono partecipare e chiunque può condividere, modificare e riutilizzare le pagine del wiki, in quanto le limitazioni di tipo tecnico e burocratico sono assai ridotte. Infatti all’interno di questo tipo di siti vale il concetto dell’autoregolamentazione, ossia allargando a tutti la possibilità di parteciparvi si riduce il rischio di vandalismo, spamming o hackers, sia perché ogni modifica operata a una pagina può essere immediatamente annullata, sia perché gli stessi redattori, i suoi utenti, controllano l’operato degli altri. In quest’ottica la partecipazione a un wiki sviluppa un forte senso di comunità, di condivisione e di umiltà: ogni redattore è libero di aggiungere e modificare ciò che vuole, consapevole che qualunque testo egli immetta potrà essere controllato e modificato da altri. Così, se da un lato, redigendo delle pagine, si deve accettare di essere corretti, dall’altro si deve saper rispettare il lavoro degli altri, dal momento che solo il contributo di tutti permette di raggiungere l’obbiettivo che ci si propone.

Tuttavia, per evitare emergenze, alcuni wiki hanno un database che può essere impostato in modalità di sola-lettura, ossia ci sono delle regole per cui solo determinati utenti, ad esempio che si siano registrati prima di una certa data, possono continuare a scrivere e a contribuire all’ampliamento del sito.

Il wiki, infine, è uno strumento prevalentemente testuale: infatti, sebbene all’interno di una pagina sia possibile inserire immagini, file audio e video, la tendenza generale in Rete è quella di privilegiare il contenuto sulla forma, cercando, da un lato, di raggiungere una maggiore rapidità comunicativa tramite il formato testuale e un numero più alto di link e, dall’altro, concedendo meno alla grafica e agli effetti visivi.

I wiki hanno due diversi modi di scrittura o di utilizzo: il primo è il document mode nel quale i redattori collaborano a creare documenti e lasciano le modifiche che apportano anonime; con il tempo altri autori aggiungono altre modifiche e il documento diventa gradualmente il frutto delle conoscenze condivise di tutti. Il secondo è il thread mode, dove coloro che contribuiscono portano avanti una discussione, composta da messaggi firmati, sul wiki stesso nel quale ogni messaggio che si aggiunge lascia il precedente invariato e il risultato è quello che si può desumere dalla lettura di tutti2.

I wiki sono un mezzo completamente ipertestuale, con una struttura di navigazione non lineare: di solito all’interno del contenuto di una pagina è presente un numero notevole di link ad altre pagine, al punto che nei siti di dimensioni ragguardevoli esiste un sistema di navigazione gerarchica, che tuttavia non è sempre necessario usare.

Le nuove pagine vengono create semplicemente inserendo un link appropriato che mette in relazione una pagina con un argomento correlato a quello trattato: nel caso in cui la pagina sia vuota il collegamento è evidenziato di solito con un altro colore (convenzionalmente il rosso) e cliccando su di esso si apre una finestra di modifica in cui è possibile redigere e immettere testo. I link possono essere tuttavia anche esterni e rimandare a siti diversi in cui è possibile leggere approfondimenti sull’argomento trattato3.

Come il blog, anche il wiki ha ovviamente una terminologia specifica per individuare coloro che collaborano alla realizzazione delle pagine: in termini gergali, ad esempio, un WikiGnome, ovvero un “WikiGnomo”, è colui che si occupa di fare piccole, ma significative, modifiche al testo redatto, contribuendo in modo positivo al suo ampliamento; una WikiFairy, o “WikiFata” è di solito una persona che collabora all’abbellimento delle pagine, infine un WikiGremlin, è un personaggio negativo che apporta modifiche sempre con l’intento di danneggiare4.

I wiki nascono grazie a Ward Cunningham5, programmatore statunitense, che, nel 1995, fu il primo a crearne uno: il termine “wiki wiki” significa in hawaiano “velocemente” e si riferisce a un servizio di autobus del quale è possibile usufruire all’aeroporto di Honolulu. Cunningham preferì questo termine a “quick-web” per indicare sito web (o comunque una collezione di documenti ipertestuali) che può essere modificato, aggiornato e redatto liberamente dai suoi utenti in qualunque momento, in modo rapido e semplice. Infatti il termine wiki, fin dalla sua nascita, indica un software collaborativo utilizzato per costituire un sito web nel quale sia possibile scambiare, condividere e ottimizzare la conoscenza e le informazioni relative a un determinato argomento.

 

 

2. USI DIDATTICI DEL WIKI: ALCUNI ESEMPI

 

Il wiki permette di utilizzare metodologie di educazione e apprendimento quali il Collaborative Learning e il Cooperative Learning6: infatti «una tecnologia collaborativa vera e propria è quella che consente ai partecipanti di trasformare un’esperienza condivisa carente di chiare opportunità di intervento, in un’esperienza che può essere gestita dalle comunità di appartenenza dei partecipanti medesimi; una tecnologia collaborativa è uno strumento che stimola lo scambio di saperi»7. Se il Collaborative Learning8 è da sempre considerato un ottimo metodo con cui affiancare e sostenere l’uso didattico del computer9, soprattutto nell’apprendimento a distanza (corsi con chat, forum, ecc…), il Cooperative Learning può trovare un’ottima esplicazione nel wiki usato in classe, in presentia, come foglio su cui gli studenti possono annotare il risultato delle loro ricerche, come feedback al quale tornare per ripassare o studiare, come sito sempre aggiornabile anche dalle classi successive, chiamate ad approfondire determinati argomenti. Peraltro il Cooperative Learning, nato probabilmente tra il XVIII e il XIX secolo, non è solo una metodologia didattica ma, principalmente, è «un vasto movimento di riflessione teorico e sperimentale promosso e condotto in molti centri sparsi in varie nazioni. Le caratteristiche specifiche del Cooperative Learning possono, in genere, essere identificate nell’interdipendenza positiva, nell’interazione faccia a faccia, nell’insegnamento diretto e nell’uso delle abilità interpersonali, nell’agire in piccoli gruppi eterogenei, nella revisione del lavoro svolto e nella valutazione individuale e di gruppo»10.

L’uso del wiki consente una cooperazione proficua tra gli studenti, la divisione in gruppi l’assegnazione di ruoli ben definiti al fine di raggiungere l’obbiettivo preposto11, permette l’esplicazione delle abilità di produzione scritta, di produzione orale, problem solving, controversia, discussione12.

Il wiki è, dunque, uno strumento molto valido nell’ambito della collaborazione e della cooperazione, serve a rendere disponibile molto materiale ad un’ampia fascia di utenti e sta diventando, sempre più, strumento gradito all’interno dell’insegnamento. All’estero incontra largo uso nelle università13, e in generale sono molti i modi per utilizzare un wiki:

 

  • come sito che raccoglie bibliografie e linee guida per lo studio di svariate materie. La Brown University, ad esempio, ha creato un wiki chiamato CAW - Course Advisor Wiki in cui è possibile riesaminare e rivedere i corsi dell’università stessa e nel quale gli studenti possono leggere interessanti relazioni relative ai corsi e confrontare diversi punti di vista14. Anche in Italia si vanno via via diffondendo usi analoghi del wiki: esiste, ad esempio, il progetto per insegnanti e studenti delle scuole secondarie di primo e secondo grado, wikiscuola.it, realizzato dalla casa editrice Garamond15. L’idea base del progetto, che è in fase di allestimento, è quella di mettere a disposizione di tutti uno spazio in cui sia possibile reperire testi, attività didattiche, esercizi e contribuire all’ampliamento del materiale in modo rapido e continuativo. Un’altra iniziativa che vale la pena menzionare è quella che nasce da Wikipedia Group e che ha realizzato Wikiversity, una community che si propone di raccogliere pagine su ogni tipo di argomento redatte da studenti di qualunque età, scuola e livello e paese. Il progetto, infatti, è già disponibile in svariate lingue (inglese, spagnolo, francese, tedesco, greco,…): la versione italiana appare più che altro incentrata sul mondo universitario e può essere considerata a buon diritto una sorta di database sulle facoltà, gli indirizzi e le materie che si possono trovare nelle università italiane16.

  • come strumento per l’apprendimento a distanza17. Un wiki, infatti, è aggiornabile in momenti e luoghi diversi da tutti i componenti di un gruppo o di una classe virtuali. Un esempio interessante ci viene dalla Deakin University dove il wiki è stato utilizzato con un gruppo di studenti in e-learning come icebreaker, vale a dire “per rompere il ghiaccio”18: il suo scopo è stato di abbassare il filtro affettivo durante il primo giorno di lezione e di creare contatti e instaurare rapporti all’interno del gruppo-classe al fine di ottenere una buona coesione. Il tipo di attività proposta era abbastanza tradizionale: trovare all’interno della classe persone che corrispondessero a definizioni di ogni tipo suggerite dal docente, come ad esempio: “Trova una persona che abbia la macchina dello stesso colore della tua”. Nel caso dell’applicazione con il wiki, gli studenti avevano a disposizione alcuni giorni per riuscire, all’interno del proprio gruppo composto da dieci membri, a trovare all’incirca per ogni domanda un nome che corrispondesse alla richiesta. Le risposte venivano inserite all’interno di una pagina wiki che era aggiornata di volta in volta dagli studenti non appena ottenevano nuove informazioni sui colleghi di corso. Naomi Augar, una dei tutor che si sono occupati di questa attività, ha dato agli studenti poche ma precise regole di comportamento per redigere il wiki: aggiornare spesso e con attenzione le pagine, avere rispetto e considerazione per gli altri membri del gruppo, ricordarsi che il proprio contributo è essenziale per il successo di tutto il gruppo.

  • come spazio virtuale in cui gli studenti possono scrivere collaborando a piccoli saggi. In quest’ottica appare interessante l’esperienza portata avanti nell’autunno del 2005 da Paul Schacht, docente del Department of English presso la State University of New York in Geneseo, per permettere agli studenti di collaborare alla redazione di brani, alla ricerca di informazioni e fatti, all’interpretazione di testi. Paul Schacht che si occupava di un corso relativo alla storia del Natale nella società americana ha proposto ai propri studenti di analizzare la composizione poetica "A Visit from St. Nicholas" di Clement Clark Moore e di creare pagine su un wiki per spiegare e parafrasare parti del testo: le varie pagine venivano collegate alla poesia tramite link a parole chiave e frasi19. In un’altra esperienza condotta sempre da Paul Schacht nella primavera del 200620, gli studenti hanno redatto un dizionario di termini letterari che è servito anche come guida e punto di riferimento durante lo svolgimento del corso per tutto il semestre. I partecipanti ai corsi di Paul Schacht hanno ricevuto una valutazione relativa al lavoro svolto da tutto il gruppo e una valutazione personale relativa alla partecipazione individuale di ognuno21. Un’esperienza analoga e che dimostra le ampie possibilità di applicazione dei wiki è quella di “Arrrpirates”22, condotta con studenti di scuola elementare tra i 10-12 anni. La ricerca svolta dagli studenti è sui pirati ed è stata resa possibile seguendo l’approccio Big623, metodo tra i più usati nelle scuole del mondo e sviluppato da Mike Eisenberg e Bob Berkowitz per l’alfabetizzazione informatica. Nancy Bosch, l’insegnante che si è occupata di portare avanti il progetto sui pirati spiega di aver pianificato un’attività didattica di sei settimane, che, sebbene necessiti di aggiustamenti e correzioni24, si è dimostrata interessante e ricca di spunti e opportunità sia per gli studenti che per gli insegnanti.

 

 

3. ADGWIKI: UN ESEMPIO DI APPRENDIMENTO COLLABORATIVO E COOPERATIVO IN L2/LS

 

3.1 L’IDEA DI ADGWIKI

 

Dopo le sperimentazioni didattiche di adgblog e di adgclassblog, i cui risultati sono descritti in un precedente articolo25, è nata la necessità da parte del corpo insegnante di approfondire questa esperienza, di spingersi ancora più in là e provare anche ad utilizzare nelle classi delle tecniche didattiche che all’estero sono già da tempo affermate. Alla fine del 2007 si potevano già trovare su adgblog una cinquantina di attività didattiche, in gran parte però ancora legate ad una concezione “classica” della didattica, limitate nello spazio dalla forma “blog”, nate da approcci didattici che trovano il loro punto di partenza in un testo, in un libro o in un esercizio stilato dal professore. Il wiki si presenta invece come un campo aperto a 360° alla sperimentazione nell’e-learning, uno spazio accogliente e adattabile alle diverse esigenze didattiche. In particolar modo il wiki, rispetto al blog, permette all’insegnante di lasciare allo studente una libertà d’azione più ampia, facendolo sentire più autonomo e indipendente e quindi più “responsabile”. L’insegnante in un wiki può assumere diversi ruoli, ma sicuramente il più interessante e consono alla filosofia del mezzo è quello di guida, una sorta di “wikimaster” che coordina da lontano il lavoro degli studenti. Nonostante lo studente sia cosciente che sopra di lui c’è questa sorta di tutor, si sente comunque padrone di un proprio spazio, nel quale può fare ciò che vuole, nei limiti delle direttive del suo wikimaster e nel rispetto del lavoro degli altri compagni.

La tecnologia del web 2.0 mette ormai a disposizione gratuitamente molte piattaforme facilmente personalizzabili e adattabili alle diverse esigenze degli insegnanti. Al momento attuale non abbiamo trovato piattaforme in italiano, ma crediamo che a breve faranno la loro comparsa sul web anche queste. Tuttavia è sufficiente avere una minima padronanza dell’inglese e del web 2.0 per poter gestire con facilità uno spazio wiki. All’Accademia del Giglio abbiamo scelto uno spazio su wikispaces.com il cui indirizzo è adgwiki.wikispaces.com. A differenza di adgclassblog, di cui abbiamo discusso nel già citato articolo, adgwiki è pubblico, ovvero è visibile da tutti gli utenti internet; la possibilità di intervenire nella redazione del wiki è però limitata agli studenti dell’adg. Il fatto interessante è che tutti gli studenti della scuola possono però agire sul wiki anche una volta che abbiano terminato il loro corso: hanno quindi la possibilità di continuare a seguire l’evoluzione delle pagine create da loro o dai loro compagni o intervenirvi direttamente. Il wiki quindi può anche essere sfruttato per lo studio a distanza e nel lungo periodo.

Inoltre, a differenza di un blog che ha una struttura diacronica dettata dalla freschezza dell’articolo pubblicato (il più recente è il primo ad essere visibile), il wiki si presenta come una serie sincronica di pagine bianche da riempire, dove il tempo non ha più importanza.

 

 

3.2 ATTIVITÀ DIDATTICHE CON ADGWIKI

 

Nella pagina principale di adgwiki si trova una presentazione della scuola e una descrizione degli intenti di questo wiki:

 

Questo è il wiki dell'Accademia del Giglio, scuola di lingua italiana, arte e cultura a Firenze. Ci proponiamo in queste pagine di creare un wiki sperimentale da usare come supporto didattico per le lezioni di lingua italiana che si tengono presso la nostra scuola. Il wiki, che affianca il nostro blog ufficiale, adgblog, dovrebbe essere un ulteriore aiuto sia per lo studente che per l'insegnante.

Il wiki si svilupperà in diverse pagine che affronteranno, in italiano, varie tematiche inerenti la lingua e la cultura italiana.

Questo wiki è curato da tutto lo staff della scuola, dai suoi collaboratori e soprattutto dai nostri studenti.

 

L’inaugurazione di adgwiki nel gennaio 2008 ha coinciso con l’inizio di un corso di lingua e cultura italiana di tre settimane per un gruppo di 16 studenti statunitensi del Bard College di New York di livello A2/B1. Il gruppo aveva un programma personalizzato che prevedeva 45 ore di lingua e 30 di cultura italiana: storia dell’arte con visite guidate ai musei, storia del cinema e della letteratura, nonché tre escursioni di un giorno in alcune località della Toscana. Quasi la totalità degli studenti sapeva già cos’era un wiki ed aveva un’ampia familiarità con i mezzi informatici: è stato quindi abbastanza facile spiegare loro l’uso e l’utilità del wiki durante le loro lezioni. Adgwiki è stato diviso in varie sezioni: Letteratura italiana, Lingua e cultura italiana, Storia dell’arte, Storia del cinema, Ecologia, Società. Essendo il wiki per sua natura in progress, è probabile che con il passare del tempo se ne aggiungano altre o che cambi la struttura. La prima attività didattica svolta con il wiki è stata di Letteratura italiana. L’argomento era “La storia della lingua italiana dalle origini ai giorni nostri”. L’insegnante ha dapprima suddiviso gli studenti in piccoli gruppi di due o tre elementi, a ciascuno dei quali ha poi consegnato una pagina di testo contenente parte di un lungo articolo, da lui riadattato, sull’argomento in questione, tratto dal sito di Pianeta scuola26. Ogni gruppo doveva leggere la pagina assegnatagli, trovare le informazioni principali e riportarle su una pagina del wiki appositamente preparata, includendovi eventuali link esterni interessanti. A questo punto ogni gruppo ha letto alla classe il proprio elaborato, rispondendo poi alle domande poste dagli altri studenti. L’insegnante è intervenuto chiedendo delucidazioni sulle parti poco chiare, facendo concentrare gli studenti sulle parti più interessanti e aiutandoli a sviluppare quelle meno curate. Alla fine della lezione l’intera classe aveva quindi una conoscenza globale dell’argomento.

 

Un altro modo di procedere nell’utilizzare il wiki-didattico è stato applicato con altre due successive lezioni, sempre di letteratura italiana. Gli argomenti erano: “Il Duecento e il Trecento: i primi esempi scritti di italiano letterario” e “Il Quattrocento e il Cinquecento attraverso Ariosto e Tasso”. A differenza dell’attività precedente non si è partiti da un testo predefinito. L’insegnante ha infatti redatto una nuova pagina descrivendo sinteticamente ciò che sarebbe stato affrontato durante questa lezione. Il testo apparso sul wiki è il seguente (le parole sottolineate sono link interni che rinviano a nuove pagine già predisposte dall’insegnante):

 

B. il Duecento e il Trecento: i primi esempi scritti di italiano letterario
1. La scuola poetica siciliana rappresenta il primo tentativo di scrittura letteraria in volgare.
2. La letteratura religiosa: due degli autori più significativi dal punto di vista letterario sono San Francesco d'Assisi e Jacopone da Todi.
3. Il Dolce Stil Novo è il primo grande movimento letterario italiano i cui maggiori esponenti sono Guido Guinizelli, Guido Cavalcanti e Dante Alighieri.
4. Accanto alla poesia religiosa e stilnovistica un posto importante va assegnato alla poesia comico-realistica: due dei maggiori esponenti di questo genere sono sicuramente Cecco Angiolieri e Folgore da San Gimignano.
5. Giovanni Boccaccio e il suo Decameron, ma anche quello di Pier Paolo Pasolini.

 

A questo punto ogni gruppo di studenti ha scelto uno degli argomenti e ha iniziato una ricerca su internet trovando una o più fonti e ha poi redatto una propria pagina con i risultati della ricerca, corredandola anche con immagini. Durante la ricerca, l’insegnante è intervenuto all’interno dei gruppi per aiutarli nella comprensione di termini difficili e per guidarli nella scelta dei brani più rappresentativi. Lo stesso procedimento è stato applicato per la successiva lezione sul Quattrocento e il Cinquecento.

 

Affrontando l’argomento “Mafia”, l’insegnante ha proposto un’attività che ha portato gli studenti a scoprire una parte della storia dell’Italia contemporanea solitamente luogo di stereotipi radicatissimi e fuorvianti. Dopo aver introdotto l’argomento con la lettura e comprensione dell’articolo “Internet contro la mafia”, tratto da adgblog.it, e dopo aver chiesto agli studenti quali aspetti conoscessero del fenomeno mafioso, l’insegnante ha pubblicato su una pagina del wiki appositamente predisposta i nomi di alcuni personaggi che hanno o hanno avuto un ruolo chiave nella storia recente della mafia in Sicilia (Paolo Borsellino, Giovanni Falcone, Bernardo Provenzano, ecc). A questo punto agli studenti è stato chiesto di “classificare” tali personaggi, disposti peraltro in ordine casuale, sommariamente in buoni e cattivi. Visto che ovviamente non conoscevano i personaggi, gli studenti hanno potuto solo tirare a indovinare, creando così un’atmosfera di gioco, ma anche un’aspettativa verso la scoperta della risposta giusta.

Quindi dopo che avevano finito tale suddivisione “manichea”, tutti gli studenti, a gruppi, hanno scelto uno dei suddetti personaggi e hanno iniziato una ricerca su internet per scoprire se effettivamente le loro supposizioni fossero corrette o meno. Ogni gruppo infine ha corredato la scheda concernente il proprio personaggio con una breve biografia e alcune foto. Tale attività si è rivelata utilissima per introdurre il film “I cento passi” di Marco Tullio Giordana, sul quale gli studenti hanno continuato ad approfondire l’argomento, alcuni anche appassionandovisi.

L’argomento “Mafia” è stato in seguito portato avanti nelle settimane successive con una classe del tutto diversa, formata da studenti di L1 differenti, i quali hanno arricchito e corretto le varie schede presenti su Adgwiki, inserendovi anche dei video che l’insegnante ha contestualizzato e spiegato alla classe. Anche in questo caso gli allievi si sono dimostrati interessati all’attività e motivati nella redazione del materiale informativo, che seppur oggettivamente semplicistico e lacunoso, hanno ritenuto utile per capire a grandi linee un tema complesso, fino a quel momento a loro quasi sconosciuto o filtrato da film hollywoodiani. Alla fine dell’attività l’insegnante ha inoltre constatato negli studenti un arricchimento del loro vocabolario, nonché una migliore padronanza di alcune strutture grammaticali (ad esempio l’uso dell’imperfetto e del passato prossimo) nella produzione scritta.

 

 

4. CONCLUSIONI

 

L’esperienza tuttora in corso di adgwiki si è rivelata nella maggior parte dei casi estremamente positiva per quanto riguarda l’apprendimento collaborativo e cooperativo. In quasi tutte le classi in cui sono proposte attività di questo tipo, gli studenti si dividono spesso in gruppi autonomamente e al loro interno nessuno prevale sull’altro: anche i soggetti più “deboli” in qualche abilità riescono a superare le loro difficoltà con l’aiuto più o meno diretto dei compagni. Per questo il wiki didattico sembra essere al momento uno degli strumenti migliori per sviluppare percorsi con classi i cui membri abbiano L1 di partenza diverse e anche background educativi non del tutto simili, per non parlare delle differenze culturali.

L’altro aspetto positivo, a cui si accennava più sopra, è la possibilità di continuare a lavorare con il wiki nel tempo, aggiungendo materiali provenienti da fonti diverse e da studenti diversi, creando così un deposito di materiali sempre in continuo movimento e crescita.

Infine, l’altra peculiarità del wiki, è quella di poter gestire a distanza un elevato numero di studenti potendone controllare il lavoro e i progressi. Il contatto umano, che effettivamente viene un po’ a mancare, può essere facilmente recuperato all’interno della classe nei momenti di revisione e consolidamento delle conoscenze o in altre attività parallele; a distanza attraverso altri mezzi quali il forum, la chat o la video-chat.

 

 

NOTE

 

  1. Stewart Mader, Using wiki in education, in The Science of Spectroscopy, p. 1.

  2. «Wikis have two different writing modes, or styles of usage. The first is known as document mode. When used in document mode contributors create collaborative documents written in the third person. Authors leave their additions to the wiki document unsigned. As time passes, multiple authors edit and update the content of the document and gradually the content becomes a representation of the shared knowledge or beliefs of the contributors (Leuf & Cunningham, 2001). The second wiki writing mode is thread mode. Contributors carry out discussions in the wiki environment by posting signed messages. Others respond leaving the original messages intact and eventually a group of threaded messages evolves (Leuf & Cunningham, 2001)» Augar N., Raitman R., Zhou W., Teaching and learning online with wikis, School of Information Technology, Deakin University, p. 1.

  3. Molte informazioni interessanti relative al corretto uso dei link sono reperibili a questo indirizzo: http://www.usabile.it/102001.htm

  4. Cfr Portland Pattern Repository's Wiki in http://www.c2.com/cgi/wiki

  5. Augar N., Raitman R., Zhou W., cit., p. 1.

  6. «[…]l'efficacia degli approcci di apprendimento cooperativo (o collaborativo) dipende dai seguenti fattori:
     

    • la costruzione attiva della conoscenza;
    • l'insegnamento tra pari e l'opportunità di sviluppare abilità di esposizione orale;
    • il feedback motivante proveniente dagli altri.

    [Dede] fa anche notare che l'uso a scuola dei computer e della tecnologia dell'informazione ha indotto una crescita di metodi di apprendimento collaborativo e di lavoro di gruppo intorno al computer», in Anthony Kaye, Apprendimento collaborativo basato sul computer, in Tecnologie didattiche, n.4, Autunno 1994, p. 9, anche in http://dante.bdp.it/iride/polaris/albero/kaye.html.

     

  7. Maria Amata Garito, L’Apprendimento collaborativo in rete nell’esperienza del NETTUNO (Network teledidattico per l’Università ovunque), 1999, in http://www.garito.it/saggi/PE_FASE2%20.htm, p. 1.

  8. «Un'ampia definizione di apprendimento collaborativo potrebbe essere l'acquisizione da parte degli individui di conoscenze, abilità o atteggiamenti che sono il risultato di un'interazione di gruppo, o, detto più chiaramente, un apprendimento individuale come risultato di un processo di gruppo (Kaye, 1992). Una collaborazione di successo prevede un qualche accordo su obbiettivi e valori comuni, il mettere insieme competenze individuali a vantaggio del gruppo come un tutt'uno, l'autonomia di chi apprende nello scegliere con chi lavorare e la flessibilità nell'organizzazione di gruppo», in Anthony Kaye, cit., p. 11, anche in http://dante.bdp.it/iride/polaris/albero/kaye.html.

  9. Ulteriori approfondimenti su questo tema sono disponibili qui: http://www.costruttivismoedidattica.it/didattica/gruppi/gruppi.htm.

  10. Mario Comoglio – Miguel Angel Cardoso, Insegnare e apprendere in gruppo, Roma, LAS, 1996, p.21.

  11. «L’assegnazione di un compito da svolgere in gruppo comporta un importante cambiamento nelle norme tradizionali che regolano la classe. Ora si chiede allo studente di dipendere da altri studenti. Gli studenti sono responsabili non solo per il proprio compito, ma per il compito di tutto il gruppo. Invece di ascoltare l’insegnante viene chiesto loro di ascoltare altri studenti.», in Elizabeth G. Cohen, Organizzare i gruppi cooperativi. Ruoli, funzioni, attività, Trento, Erickson, 1999, p. 41.

  12. «Perché il gruppo lavori bene [gli studenti] devono abituarsi a chiedere l’opinione degli altri, devono dare agli altri l’ooportunità di parlare e di dare brevi ma significativi contributi allo sforzo del gruppo», in Ibidem.

  13. Nel paragrafo Courses using wikis, in Stewart Mader, cit., p. 3, è possibile reperire vari esempi di uso del wiki in ambito universitario per molte discipline diverse.

  14. È possibile vedere il wiki della Brown University qui: http://caw.wikispaces.com/.

  15. Maggiori informazioni sono reperibili sul sito www.wikiscuola.it.

  16. Ulteriori informazioni e tutte le versioni di wikiversity sono reperibili a questo indirizzo: http://en.wikiversity.org/wiki/Wikiversity:Main_Page.

  17. «La creazione di ambienti di apprendimento online (con le relative funzioni di gestione delle conoscenze e die materiali di valutazione, di interazione, ecc.) apre alla progettazione di percorsi di formazione distribuita fra presenza e distanza, i quali possono così sganciarsi dalla rigidità dei vincoli spazio temporali tipici di processi di apprendimento pensati solo per la presenza», in L’apprendimento collaborativo: percorsi di formazione. Materiale e strumenti per le scuole, a c. di Tarcisio Lodrini, Irre Lombardia, Milano, FrancoAngeli, 2004, p. 141.

  18. «In a classroom situated environment the icebreaker exercise consisted of a list of questions printed on a piece of paper. Sample questions include: 'Find someone who has the same colour car as you?' or 'Find someone who speaks a language other than English.' Students must list the name of at least one other class mate under each of the questions. Usually there are about 15 different questions, 20 students and the activity takes about 20 minutes to complete. Students get up and circulate in the classroom, asking each other questions, to try to locate people who match the criteria outlined in the questions. In completing the exercise they introduce themselves to their other classmates. Because all students are participating the exercise creates a non threatening way for students to introduce themselves to others in the class. Observation indicates that students respond well to the exercise, establishing new friendships that continue throughout the semester. The success of this classroom situated icebreaker led to the adaptation of the exercise for use on the School of Information Technology Wiki, or SITWiki. Students participated in wiki groups comprising approximately ten members. Each group had their own icebreaker document on the wiki to complete as a group. Questions similar to those used in the classroom situated exercise were included in the icebreaker document. Students had two weeks to update the document in thread mode so that every question had at least one group member's name underneath it. The icebreaker document was seeded with information about the group's tutor (online group teacher or facilitator).», in Augar N., Raitman R., Zhou W., cit., p. 4.

  19. «I created this wiki in Fall 2005 to enable students in my classes to do various types of collaborative writing. In my section of Intd 105, Critical Writing and Reading (required for all first-year Geneseo students), we studied the social history of Christmas in America. I put up the text of Clement Clark Moore's "A Visit from St. Nicholas" (aka "'Twas the Night Before Christmas") and asked my students to "annotate" the poem by creating explanatory pages linked to key words and phrases in the poem. In addition, I offered students the opportunity to collaborate on an article about Moore's poem in place of one of the six assigned papers in the course» in Stewart Mader, cit., p.6.

  20. «My Spring 2006 students in English 170, The Practice of Criticism, built a Dictionary of Literary Terms that served them as a quick reference during the semester and a study guide for the final exam.» in ivi, cit.

  21. «Participants (18 of 22 students enrolled in the class decided to join) received grades partly reflecting their individual contributions and partly reflecting the quality of the "finished" product, for which they were collectively accountable.» in ivi, cit.

  22. Cfr http://arrrpirates.wikispaces.com/.

  23. «Developed by educators Mike Eisenberg and Bob Berkowitz, the Big6 is the most widely-known and widely-used approach to teaching information and technology skills in the world.» in http://www.big6.com/.

  24. «Our 4th and 5th graders had no skills!! These are gifted kids!! My co-teacher ended up teaching a step-by-step unit on the research process including note taking, main idea, copyright, citing sources, etc. We have come to the conclusion that NCLB has sucked all the time out of the classroom and kids are no longer getting research, writing and for that matter basic technology (keyboarding and word processing) in the classroom. We actually had a gifted 5th grader ask us what "indent" meant!! Yikes!!» in http://anotsodifferentplace.blogspot.com/2007/11/pirate-wiki-is-finally-finished.html.

  25. L’uso del blog nella didattica dell’italiano: l’esempio di adgblog in Bollettino ITALS settembre 2007, Anno V, n° 21, http://www.itals.it/modules.php?op=modload&name=ezcms&file=index&menu=79&page_id=371

  26. http://www.pianetascuola.it/dizionari/storia_parole/

 

 

 

BIBLIOGRAFIA

 

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http://www.c2.com/cgi/wiki

http://dante.bdp.it/iride/polaris/albero/kaye.html

http://www.garito.it/saggi/PE_FASE2%20.htm

http://wikindx.inrp.fr/biblio_encyclen/index.php?action=listKeywordProcess&id=126

http://www.costruttivismoedidattica.it/didattica/gruppi/gruppi.htm

http://caw.wikispaces.com/

www.wikiscuola.it

http://en.wikiversity.org/wiki/Wikiversity:Main_Page

http://www.geneseo.edu/~schacht/courses/intd105f05/index.php

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http://www.big6.com/

http://anotsodifferentplace.blogspot.com/2007/11/pirate-wiki-is-finally-finished.html

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