Giugno 2009  Supplemento alla rivista EL.LE - ISSN: 2280-6792
Direttore Responsabile: Paolo E. Balboni
La promozione della lingua e della cultura italiana a Melbourne. A colloquio con Stefano Fossati di Giuseppe Maugeri

ABSTRACT

Nell’intervista che qui di seguito vi proponiamo, Stefano Fossati, direttore dell’IIC di Melbourne, fa il punto sulle diverse strategie finalizzate a rendere più accessibile e spendibile la lingua e la cultura italiana, proponendo un modello di promozione culturale che mira a valorizzare le sinergie organizzative e i nuovi modelli di formazione/comunicazione mediante il supporto tecnologico e l’aggiornamento didattico del personale docente.

 

L’INTERVISTA

 

Gentile Direttore, che cos’è presente in Australia della cultura italiana e quali fattori concorrono a valorizzarla?

 

Rispondendo a questa domanda non si può non accennare alla consistente immigrazione italiana che soprattutto dal secondo dopoguerra agli anni 70 ha interessato profondamente l'Australia1, segnandone la storia e la cultura. Ad oggi, nonostante la decrescente immigrazione di italiani a dispetto della crescente presenza di popolazioni asiatiche, degli attuali residenti quello italiano è il quinto gruppo di provenienza degli antenati e quella italiana la seconda lingua più parlata a casa dopo l’inglese. 2

 

Nello stato del Vittoria in particolare, gli ultimi dati statistici del Censimento 2006 rimarcano una forte presenza italiana: dopo gli australiani e gli inglesi l’Italia risulta il terzo paese di provenienza degli antenati nonché degli stessi residenti e, dal 1991 al 2006, gli italiani sono stati i maggiori immigranti dopo gli inglesi3.

 

Se si prende una cartina dell'Australia, l'incidenza italiana è già visibile dai nomi di alcune cittadine che ne richiamano gli immaginari: San Remo e Sorrento nel Vittoria, Subiaco nel Western Australia o Roma nel Queensland. Elementi di cultura italiana sono poi presenti nel cibo, nel vino, nella cultura del caffè, nei film, nelle canzoni e nel folklore. Gli immigrati calabresi in Australia, per esempio, ogni anno festeggiano la ricorrenza della “Madonna della Montagna” di Polsi. Un recente articolo di Gerardo Papalia della Trobe University analizza come, attraverso questo rituale, gli immigrati riaffermino la loro identitá di origine [2008].

La grande distanza che separa i nostri due paesi ha contribuito ad alimentare l’immagine di un’Italia che viaggia su due binari: da una parte si conserva l’idea del paese della “Dolce Vita” e dall’altra si assiste ad una presenza intellettuale, artistica e imprenditoriale che riflette a pieno titolo l’Italia contemporanea.

 

Lo stato del Vittoria ed in particolare la città di Melbourne sono in una posizione di vantaggio rispetto al resto dell'Australia. Dal punto di vista culturale e istituzionale nella capitale sono presenti un giornale italiano (il Globo), una radio italiana (Rete Italia), l’Istituto Italiano di Cultura, il Consolato Generale, il Vati (Victorian Association of Teachers of Italian), Il Co.as.it (Comitato Assistenza Italiani), il CIS (Centre of Italian Studies) e la Società Dante Alighieri. Inoltre, la radio nazionale australiana SBS, trasmette giornalmente due programmi in italiano.

 

All'interno del programma della città di Melbourne sono poi presenti decine di festival a cadenza annuale, interamente dedicati al nostro paese o che comunque ospitano produzioni italiane, come per esempio l'Italian film festival, il Writer festival, il Melbourne Italian Festival o l’International Jazz Festival.

 

 

Inquadriamo la situazione della lingua italiana a Melbourne. Dove e come viene insegnato l’italiano?

 

Secondo il Censimento del 2006 nel Vittoria, l'italiano occupa il terzo posto tra le lingue più parlate entro le mura domestiche dopo l’inglese e le lingue cinesi4. L'italiano è poi una delle lingue straniere più insegnate nelle scuole secondarie e nelle maggiori università (Monash, Victoria, La Trobe, Swinburne, R.M.I.T., Australian Catholic, Melbourne University), oltre che negli enti menzionati in precedenza. A queste vanno poi aggiunte le scuole private, nelle quali l'italiano non manca mai tra le lingue offerte. Un recente studio del Departement of Education individua per lo stato del Victoria 262 scuole primarie e 81 scuole secondarie dove si insegna l'italiano che risulta, dopo l'inglese, tra le 8 lingue piú insegnate -anche se negli ultimi anni subisce la crescente concorrenza delle lingue asiatiche [cf. Department of Education 2009].

Circa le modalità con cui viene insegnato, rispetto al passato si sta privilegiando maggiormente una didattica focalizzata sulla comunicazione più che sulla grammatica. Un altro elemento che si cerca di trasmettere con l'insegnamento della lingua è il background culturale e di conseguenza la visione di un'Italia il più possibile contemporanea. Nelle università è poi offerto un ampio ventaglio di temi e argomenti, a partire da quelli più classici fino all’economia e alla politica dei nostri giorni.

 

Quali sono le motivazioni che spingono gli studenti a iscriversi a un corso di italiano e quali sono gli sbocchi professionali?

 

Possono essere individuati tre gruppi di studenti, mossi da diverse motivazioni nello studio della nostra lingua.

Da una parte ci sono i discendenti di italiani, che attraverso la lingua cercano di ristabilire un contatto con la propria storia.

Ci sono poi coloro che per diversi motivi, soprattutto turistici, nutrono un genuino interesse per il nostro paese e l’apprendimento della lingua è lo strumento per accostarsi ad essa.

La possibilità di sbocchi lavorativi è poi uno degli altri motivi che spingono gli studenti ad intraprendere lo studio dell’italiano in quanto, soprattutto nel campo dell’insegnamento e del turismo, sono ancora tante le possibilità di impiego.

In una recente ricerca della Melbourne University tra i suoi studenti5 è emerso che lo studio dell’italiano viene sempre affiancato allo studio di un altro settore, che spazia da quello giuridico a quello economico, da quello mediatico a quello musicale.

 

 

Quanto le certificazioni sulle competenze della lingua italiana interessano chi studia l’italiano?

 

L’interesse è sicuramente molto basso. Qui in Australia le certificazioni ufficiali (CELI, CILS, IT) e il PLIDA non sono spendibili nell’ambito lavorativo e, di conseguenza, non interessano effettivamente coloro che intendono investire sull’italiano nella speranza di uno sbocco lavorativo. Più che le certificazioni sono ricercati i titoli accademici, che qui hanno un peso effettivo.

 

 

Quali sono gli obiettivi e gli impegni dell’IIC in materia di promozione e diffusione dell’italiano?

 

La promozione di un’Italia moderna e vista da più prospettive è uno degli obbiettivi di questo Istituto di Cultura. Nel fare questo, lavoriamo in collaborazione con le Università e gli istituti australiani, le associazioni italiane, gli artisti locali italo-australiani e quelli provenienti dall'Italia.

Una delle iniziative a cui stiamo attualmente lavorando è per esempio il Workshop internazionale di composizione musicale, in collaborazione con il Victorian College of Art and Music di Melbourne, la Società Italiana Musica Contemporanea e la Società Dante Alighieri. L'iniziativa coinvolge compositori di tutto il mondo, i quali parteciperanno ad un laboratorio condotto dal Maestro Carlo Folivesi in cui scriveranno dei brani musicali traendo ispirazione da testi di poeti italiani, tra cui Rosaria Lo Russo.

In collaborazione con il Victorian College of Art and Music è stato possibile invitare il Maestro Luciano Chessa, che ha tenuto una conferenza ed un concerto sul futurismo, in occasione dell'anniversario della pubblicazione del Manifesto. Sempre in ambito musicale sono stati molti gli eventi dedicati al jazz, con il coinvolgimento di artisti locali e in collaborazione con la Regione Piemonte, per lInternational Jazz Festival di Melbourne, sarà ospitato l’Actis Dato Quartet.

Nell'ambito dell'arte invece, in collaborazione con Sardinian Cultural Association, abbiamo contribuito alla realizzazione di un murale qui a Melbourne, attraverso la guida del rinomato muralista sardo Giorgio Polo.

Un’altra iniziativa di questo Istituto di Cultura, porterà presto qui in Australia lo scrittore Vincenzo Cerami nell’ambito del Melbourne Writer Festival.

 

 

Quali sono le proposte formative e linguistiche offerte dall’IIC e quali le difficoltà incontrate nel diffondere la lingua italiana?

 

Come tutti coloro che sono coinvolti nella didattica delle lingue straniere sanno, l’insegnamento di una lingua è uno dei veicoli più efficaci per la diffusione della cultura di un paese e quello che può permettere di conseguire risultati più efficaci e instaurare legami più duraturi con il pubblico. Per questa ragione, gli Istituti Italiani di Cultura dedicano un particolare impegno a questo settore.

A Melbourne, come, del resto, in altre realtà in cui l’Italia è così fortemente rappresentata, socialmente e culturalmente, e l’attività didattica è svolta da molti soggetti, l’Istituto di Cultura ha il difficile compito di sviluppare una propria politica di promozione linguistica senza apparire come antagonista nei confronti di tali soggetti, con cui, anzi, dovrebbe collaborare. In pratica questo vuol dire porre l’accento sulle proposte di innovazione della didattica e dei contenuti dei corsi.

L’Istituto Italiano di Cultura, in virtù del suo ruolo istituzionale, ha il privilegio di poter instaurare stretti rapporti di collaborazione con i più qualificati centri di ricerca glottodidattica, quali le Università per Stranieri di Perugia e Siena, il Laboratorio Itals, ecc. Recentemente abbiamo attivato degli accordi con il Centro DITALS, il Laboratorio Itals e Icon.

Dal punto di vista dell'offerta, il nostro Istituto propone corsi di lingua per tutti i livelli, oltre a prevedere corsi mirati di “sopravvivenza” a chi intende recarsi in Italia solo per viaggiare, o corsi di italiano per gli immigrati o i figli di immigrati che parlano solo il dialetto. Proponiamo poi corsi di cucina, lettura per bambini, teatro, ecc.

 

 

Quali diverse strategie secondo Lei possono essere attuate per potenziare la conoscenza della lingua e della cultura italiana?

 

La comunicazione è fondamentale al fine di coordinare tutti gli sforzi intrapresi dalle varie istituzioni e organizzazioni che lavorano nel loro piccolo per la diffusione della nostra lingua e cultura. Benché si registri da più parti questa volontà e il nostro Istituto stia lavorando in questa direzione intensificando le occasioni di incontro tra tutti i soggetti interessati a questa politica culturale, c'è ancora molta strada da fare. Una piattaforma interistituzionale con un solido network di comunicazione sarebbe uno degli strumenti importanti al fine di lavorare insieme, con minore fatica e migliori risultati, al potenziamento dell’apprezzamento di tutti gli aspetti del nostro Paese.

 

FONTI BIBLIOGRAFICHE E SITOGRAFICHE

 

Census 2006, http://www.abs.gov.au/websitedbs/d3310114.nsf/Home/Home?OpenDocument

Department of Education, Language Other Then English in Victorian Government School in 2007, http://www.education.vic.gov.au/studentlearning/teachingresources/lote

B.Mascitelli-S.Battiston, 2008, The Italian Expatriate Vote in Australia, Connor Court Publishing, Ballan.

G.Papalia, 2008, “Migrating Madonnas: The Madonna della Montagna di Polsi in Calabria and in Australia”, Flinders University Languages Group Online Review, 3, 3, http://ehlt.flinders.edu.au/deptlang/fulgor/volume3i3/papers/Papaliav3i3082.pdf

 

 

RINGRAZIAMENTI

 

Si ringraziano per la gentile collaborazione:

 

Dr. Andrea Rizzi, docente di italiano della fondazione Cassamarca, Melbourne University.

Dott.ssa Claudia Falco, Dirigente scolastico, Consolato Generale d’Italia a Melbourne.

Prof. Ferdinando Colarossi, presidente del VATI.

Dott.ssa Gregoria Manzin, Coordinatore del programma italiano e docente di studi italiani, Swinburne University.

Dr. Michele Pedrolo, docente di lingua italiana, La Trobe University.

Maria Gavina Manca, collaboratrice dell’Istituto Italiano di Cultura di Melbourne.

 

 

1 Cf. Mascitelli Battiston, 2008: 44.

2 Dopo australiani, inglesi, irlandesi e scozzesi. Cf. Census 2006, consultabile alla pagina http://www.abs.gov.au/websitedbs/d3310114.nsf/Home/Home?OpenDocument

3 Census 2006, tabella B08, tabella B09, tabella B10.

4 Census 2006, tabella B12.

5 Comunicazione personale di Andrea Rizzi, docente di italiano della fondazione Cassamarca, Melbourne University, del 5/04/2009.

 

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