“Confini tra sistemi, fenomenologia del contatto linguistico e modelli del code switching”

“Confini tra sistemi, fenomenologia del contatto linguistico e modelli del code switching”

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In IANNACCARO G, MATERA V. (a cura di), La ingua come cultura
Torino, UTET Università, 2009, pp. 3-34 RECENSIONE

Il contributo del Prof. Berruto nel volume che racoglie i lavori del Seminario permanente sull’Interazione fra linguaggio e cultura, dell’Università Bicocca di Milano, mira a una “sistemazione dei fenomeni e dei modelli del code switching”. Per farlo il linguista propone una necessaria rilettura dei temi centrali - snodi - della linguistica del contatto e impone, come tema centrale, il concetto stesso di confine linguistico e con esso, inscindibili, quello di contatto e di commutazione di codice. Le assunzioni di base che qualificano questo saggio sono il valore di confine linguistico con valenza di contatto, mentre il contatto, nell’uso di due o più lingue, è qui concepito come luogo del superamento dei confini. Viene introdotto inoltre, sin nelle prime pagine, il distinguo fra contatto di sistemi e contatto fra sistemi linguistici che specifica le modaltà con cui il contatto linguistico si realizza. Il code switching e il code mixing sono le manifestazioni linguistiche del contatto, una sorta di cartina al tornasole dei modi con cui l’atto si finalizza. Berruto si addentra in una rilettura, in chiave critica, della trafila interpretativa di cui il CoSw e il CoMi sono stati oggetto, partendo fin dalle prime definizioni di Weinrech negli anni ’50. Nel formulare la sintesi, Berruto propone uno schema interpretativo che è, di fatto, un confronto a distanza con Auer (1999). I due linguisti condividono le caratteristiche e i contenuti della natura del code switching e del code mixing, differenziandosi però nella chiave interpretativa, dove per Aurer le distinzioni fra le categorie sono di natura prettamente pragmatica e funzionale, mentre in Berruto la distinzione è sintattico-strutturale. Da questo punto di arrivo in avanti, il lavoro indaga il tema della grammatica della commutazione e se questa è da considerarsi, come dice Myers-Scotton, governata da una Lingua Matrice. Nel merito la risposta è netta, nonchè già esposta in saggi precedentemente pubblicati dall’autore “In sostanza, lo stato attuale degli studi e dell’elaborazione teorica sul tema non permette di porre la nozione di LM come un universale del comportamento bilingue.” La conclusione del saggio racchiude in le domande rimaste insolute, ma nel contempo conferma la valenza, assunta in avvio, per la quale tutte le commutazioni di codice sono da ritenersi manifestazioni evidenti del superamento dei confini della produzione delle lingue.

cleliacapua@gmail.com
Università Ca'Foscari Venezia

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