“Cosa ti hanno insegnato al liceo? La percezione di studenti di lingue sulla loro formazione linguistica”

“Cosa ti hanno insegnato al liceo? La percezione di studenti di lingue sulla loro formazione linguistica”

Autore: 

Venezia, SAIL, Edizioni Ca’ Foscari, 2012
RECENSIONE

Questa ultima pubblicazione di Graziano Serragiotto è l’esito di una ricerca condotta su un campione di 353 studenti dell’Università Ca’ Foscari iscritti al corso di Laurea in Lingue occidentali e in quello di Mediazione linguistica e culturale -2011/2012-. La particolarità della ricerca in questione è di essere una indagine retrospettiva il cui fine era quello di ottenere una fotografia della percezione che gli studenti conservavano della loro formazione linguistica scolastica. Da qui la necessità di proporre l’indagine fra studenti del primo anno, così da poter contare su memorie vivide, pur attendendo il secondo semestre, per individuare fra gli studenti, quelli con un chiaro interesse per la glottodidattica. La scelta così puntuale degli informant sta nella natura autoriflessiva dell’indagine, si doveva poter contare sulla volontà di indagare su come si apprendono e si insegnano le lingue. Si è chiesto insomma di entrare nelle singole realtà glottomatetiche degli studenti, di elicitare la loro storia come apprendenti. Il tema centrale dell’indagine è dunque la percezione degli studenti sulla metodologia usata nelle classi di lingua nella scuola superiore e non sulla quantità di lingua insegnata. Lo strumento usato per il rilevamento è un lungo questionario, suddiviso in due parti e somministrato in formato elettronico. La prima parte, è composta da 21 item centrati sull’autoriflessione come studente di scuola secondaria. La seconda parte invece è più pertinente alla percezione di se stessi come studenti universitari e all’autonomia alla quale si è stati chiamati. Questa seconda parte del questionario, composta da 6 item, sebbene parte integrante dell’unico questionario, è somministrata strumentalmente ripartendo dal n.1. Il libro documenta dettagliatamente le risposte e alcune davvero sorprendo per singolarità. Fra queste: la domanda sulla motivazione all’apprendimento della lingua inglese per la quale oltre la metà degli studenti risponde essere il dovere; altro dato vistoso è quello sui materiali usati in classe per l’insegnamento della lingua per i quali si indicano il libro e/o le fotocopie in percentuale altissima, ben oltre il 50%. Ancora qualche dato che si lascia notare è la percezione degli studenti sul loro scarso miglioramento nelle abilità orali, sia attive che passive; così come viene indicata la modalità cooperativa fra quelle preferite per l’apprendimento, in contrasto con l’indicata alta percentuale di lezioni frontali somministrate nelle classi. Le conclusioni riportano, in due concise e illuminanti pagine, una sintesi dei dati raccolti, sintesi che racconta lo sguardo dello studente e la sua esperienza da apprendente nelle nostre aule. Un’analisi importante che promuove una riflessione sempre più approfondita fra i docenti e per chi volesse diventarlo.

cleliacapua@gmail.com
Università Ca'Foscari Venezia

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