“Una scienza dell’educazione linguistica basata sulla teoria dei modelli”

“Una scienza dell’educazione linguistica basata sulla teoria dei modelli”

in A. MOLLICA, R. DOLCI, M. PICHIASSI (a cura di), Linguistica e glottodidattica. Studi in onore di Katerin Katerinov
2008, Perugia, Guerra, pp. 17-39.

Da anni P. E. Balboni prosegue la riflessione del suo Maestro, Giovanni Freddi, sulla natura epistemologica della scienza dell’educazione linguistica. Mentre negli studi precedenti l’A. partiva dalla riflessione epistemologica “classica” sulla dicotomia tra le scienze teoriche, il cui fine è conoscere, e quelle pratiche o operative, il cui scopo è risolvere problemi (l’apprendimento e l’acquisizione delle lingue, nel caso della glottodidattica), in questo saggio Balboni affronta il tema dal punto di vista della logica formale, con un preciso riferimento alla teoria dei modelli elaborata negli anni Trenta dal filosofo polacco Tarsky intrecciandola con i concetti e le procedure delle scienze cognitive, dagli anni Sessanta in poi. Il risultato è un’analisi delle diverse accezioni del termine “modello” in molte opere di glottodidattica degli ultimi anni, nonché la messa in discussione di molti dei “modelli” che lo stesso Balboni aveva proposto negli anni, e che alla luce della presente riflessione risultano essere solo “procedure”, “schemi di riferimento”, non proposizioni che devono risultare vere sempre e ovunque, caratterizzate dal fatto di essere semplici (quindi facilmente verificabili o falsificabili) ed economiche (quindi limitate a cogliere gli elementi essenziali, non quelli accessori per quanto rilevanti essi siano). Una riflessione particolare viene dedicata alla possibilità di tradurre i modelli espressi verbalmente (con tutto il rischio di ambiguità che è insito nella polisemia delle lingue) in diagrammi, molto più espliciti nel selezionare gli elementi qualificanti di un modello e nel “disegnare” le relazioni tra di loro. Lo stile non è quello solito di Balboni, che “nasconde” la complessità e la profondità dietro una scrittura piana e scorrevole, quasi “facile”: in questo saggio lo stile è molto complesso, i termini son usati nelle accezioni proprie delle scienze da cui provengono, le frasi necessitano a volte di una approfondita riflessione per poterne cogliere tutto il carico semantico. Si tratta di uno stile proprio del genere festschrift, cui appartiene questo volume (vedi scheda): raccolte dedicate alla comunità scientifica quindi privi di quella semplificazione divulgativa che spesso è necessaria per i volumi generali.

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