Imparare l’’italiano, imparare in italiano

Imparare l’’italiano, imparare in italiano

Autore: 

Guerini e associati, Milano, 1999

Questo volume, curato da Graziella Favaro, compie un’ampia ricognizione delle problematiche concernenti le diverse fasi dell’inserimento di alunni non italofoni nella scuola.

I vari capitoli approfondiscono le diverse “tappe” del percorso d’inserimento che, com’è noto, spesso presenta difficoltà di ordine organizzativo, didattico, metodologico, educativo-interculturale. La prima tappa si riferisce proprio ad uno dei momenti più delicati di questo percorso, ovvero alla fase di accoglienza e di primo inserimento in classe. È un momento molto delicato perchè la qualità dell’accoglienza può determinare in modo decisivo la qualità dell’apprendimento in termini di motivazione e di benessere psicologico (condizioni fondamentali perché si possa abbassare il filtro affettivo e le resistenze di ordine psicologico all’apprendimento della L2 nonché favorie la socializzazione e la cooperazione tra studenti). La seconda tappa è centrata sull’interlingua e quindi può suggerire dei percorsi di apprendimento linguistico (pur nella situazione complessa e di difficile gestione della classe plurilingue) che siano coerenti con le indicazioni teoriche provenienti dagli studi di linguistica acquisizionale sulle sequenze di apprendimento. La terza tappa fa una rapida panoramica sui diversi approcci metodologici e sulla loro applicabilità nella fase di primo inserimento in classe. La quarta tappa, invece, è caratterizzata dall’analisi delle problematiche relativa all’acquisizione delle abilità linguistiche necessarie per studiare in L2. La quinta e la sesta tappa, infine, offrono alcune proposte operative che nascono da esperienze di facilitazione linguistica nella scuola. In un contributo viene presentato sinteticamente il metodo TPR (Total Physical Response), utile strategia per lavorare con studenti neoarrivati o con studenti in fase del silenzio per cui a stimolo verbale del docente lo studente deve far corrispondere un’azione senza che vi sia bisogno di una produzione linguistica. In un altro contributo viene relazionata un’esperienza in una scuola media di facilitazione linguistica per studenti cinesi.

fabiocaon@inwind.it
Università di Venezia

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