La comunicazione interculturale

La comunicazione interculturale

Venezia, Marsilio, 2007

“Gli immigrati in Italia parlano italiano e quindi ci capiscono e li capiamo” (pag. 9). Assolutamente no. Balboni lo dimostra chiaramente in quest’opera. Questa frase è falsa perché, come sottolinea l’autore, “la comunicazione non include solo il linguaggio verbale ma anche i gesti, le distanze interpersonali, le espressioni del viso, i vestiti, gli oggetti…”. Questi elementi variano culturalmente, vengono interpretati dalla mente secondo parametri, modelli, valori differenti e quindi possono avere significati propri e talvolta opposti. E’ possibile definire la comunicazione interculturale come quella comunicazione che avviene quando un messaggio prodotto da un membro di una certa cultura deve essere ricevuto, interpretato e compreso da un altro individuo appartenente a una cultura diversa. I protagonisti di incontri interculturali si considerano diversi dai propri interlocutori e, a volte, le percezioni culturali e i sistemi simbolici sono diversi al punto di poter alterare lo scambio comunicativo. L’autore mette in evidenza il carattere dinamico della comunicazione interculturale perché, essendo le culture stesse delle identità dinamiche, di conseguenza, la comunicazione interculturale è un “oggetto labile, in continua evoluzione” e sono in fieri anche gli studi sull’argomento. Ecco quindi che il volume può costituire uno strumento per osservare la comunicazione interculturale e per creare, sviluppare o affinare la propria competenza interculturale. Un modello da usare per questo scopo può essere quello proposto da Balboni nel primo capitolo. Questo modello costituisce un valido strumento perché “ generativo di comportamento”: colui che lo utilizza è infatti chiamato a riempire di contenuti le voci raggruppate nelle quattro icone del modello. Contenuti maturati sulla base di esperienze fatte, dei film visti, di aneddoti vissuti o sentiti raccontare. Questo modello costituisce quindi un sistema aperto che promuove e invita alla partecipazione attiva, alla co-costruzione di conoscenza e di competenza. Nei capitoli che seguono Balboni fornisce una rassegna dei problemi di comunicazione interculturale dovuti a valori culturali (problemi ad esempio legati ai concetti di tempo, di pubblico e privato, di gerarchia, di rispetto, di status, di onestà…); problemi legati al linguaggio non verbale, che è fortemente influenzato dalla cultura e quindi può essere causa di attrito; problemi interculturali legati al linguaggio verbale e agli eventi comunicativi. L’autore conclude l’opera sottolineando che non si può insegnare la comunicazione interculturale ma possiamo imparare (e insegnare) ad osservare la cultura e le interazione interculturali che intrecciano i nostri vissuti diversi, vissuti di individui che abitiamo le odierne società pluriculturali e costruendoci così la nostra personale competenza interculturale.

magreta27@tin.it
Università di Venezia

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