Settembre 2007  Supplemento alla rivista EL.LE - ISSN: 2280-6792
Direttore Responsabile: Paolo E. Balboni
L'uso del blog nella didattica dell'italiano: l'esempio di Adgblog di Serena Bedini, Roberto Balò, Lorenzo Capanni, Cecilia Pontenani

ABSTRACT

Il fenomeno del blog rappresenta un’innovativa forma di comunicazione che, grazie alla facile realizzazione, permette a larghe fasce di utenti della Rete di lasciare il ruolo passivo di lettori e diventare a buon diritto redattori di articoli. Proprio per la sua natura spesso non professionale, ma amatoriale, nonché per la molteplicità delle tipologie, il blog raggiunge un pubblico estremamente variegato e consente l’uso di registri e forme espressive che cambiano in relazione all’argomento e al tipo di utenza. In quest’ottica esso può essere un valido strumento per la didattica delle lingue in generale e, in modo più specifico, per quella dell’italiano, che ad oggi è la quarta lingua più usata al mondo per la redazione di blog.

Dalle prime esperienze didattiche svolte in quest’ambito per la lingua inglese si deduce l’importanza e l’utilità del blog sia per il potenziamento delle quattro abilità primarie, sia come mezzo per sviluppare le tecniche di collaborazione proposte dal Cooperative Learning, che sono da considerarsi basilari all’interno nell’insegnamento dell’italiano L2.

In questa sede dopo pochi, ma indispensabili cenni volti a spiegare che cos’è e come nasce un blog, verranno analizzati i suoi possibili usi in didattica e, in specifico, l’esempio di un blog tenuto da una scuola di lingua italiana per studenti stranieri, l’Accademia del Giglio di Firenze1.

 

 

 

1. CHE COS’È UN BLOG?

 

La diffusione del blog in Italia è avvenuta a partire 2001, con quattro anni di ritardo rispetto agli Stati Uniti, quando, con la diffusione dei servizi gratuiti dedicati alla gestione, è stato possibile quasi per tutti creare il proprio spazio personale.

Il blog, termine nato nel 1999 grazie a Peter Merholz, web designer e fondatore dell’agenzia Adaptive Path, da una contrazione dell’espressione web log ideata due anni prima dal software designer Jorn Barger, è uno spazio virtuale che permette di raccontare fatti personali, pubblicare articoli informativi o brevi considerazioni e commentare notizie inserite in linea da altri bloggers, creando comunità virtuali i cui componenti sono caratterizzati da interessi analoghi. Log, che significa “traccia” e, per estensione, “registro, diario”, si riferisce alla peculiarità di questo genere, ossia l’aggiornamento delle pagine e l’inserimento di nuovi testi con una frequenza più o meno giornaliera. Il “log” nel gergo nautico del 1700 era un pezzo di legno che, legato a una fune con nodi equidistanti, veniva gettato in mare per misurare la velocità delle navi, calcolata in base al computo dei nodi scorsi in un’unità di tempo: tali rilevazioni venivano riportate su un libro di bordo chiamato “journal” e, per estensione “logbook”, o più brevemente “log”. Successivamente anche nei computer si è adottato questo termine per indicare il file che si aggiorna automaticamente, registra tutte le operazione effettuate, controlla le prestazioni del sistema e rileva eventuali anomalie.

L’insieme di tutti i blog è detto blogsfera o blogosfera (in inglese, blogsphere): secondo l’indagine dell’aprile 2007 svolta da Technorati sul Web i blog ad oggi presenti sarebbero circa 70 milioni (sono raddoppiati nell’arco di un anno e ne verrebbero creati in media 120.000 al giorno), mentre gli articoli pubblicati sarebbero 17 al secondo.

Sempre secondo Technorati, l’italiano è la quarta lingua utilizzata nella blogosfera (3%), preceduta dal cinese, terzo all’8%, dall’inglese, secondo al 33%, e dal giapponese, primo al 37%.

Tramite il blog, dunque, la possibilità di pubblicare online non è più privilegio di pochi, ma diritto di tutti: per diventare blogger, o blogghista, infatti, non occorrono conoscenze approfondite del linguaggio HTML, o di altri tipi di linguaggi di programmazione, ed è relativamente semplice creare un blog gestibile in modo gratuito per mezzo di uno dei molteplici servizi offerti dalla rete, come Blogger, Splinder, Myspace, Blogsome, Iobloggo, Bloggerbash, Tuoblog, Windows Live Spaces e molti altri. Chi preferisce invece programmare il proprio blog in modo autonomo può avvalersi di piattaforme come Wordpress, MovableType, Nucleus, Pivot, Dotclear, Drupal, TypePad, dBlog CMS Open Source che permettono una maggiore personalizzazione della struttura.

Una simile diffusione trova delle valide spiegazioni nella facilità di creazione e di fruizione dei blog che, peraltro, hanno varia natura e vario aspetto pur restando fisso lo schema di base. Di solito un programma di pubblicazione guidata, conosciuta anche come web 2.0, permette di creare automaticamente la pagina web, personalizzandola tramite vesti grafiche dette template; gli articoli che vi vengono inseriti sono chiamati post e sono disposti in ordine cronologico invertito, in modo che il primo ad apparire sia anche l’ultimo ad essere stato pubblicato. Ogni post viene numerato, attribuito a una specifica categoria stabilita dall’autore e indicato da un permalink, ovvero un link implementato in modo da non cambiare per lunghi periodi di tempo.

Ogni articolo può essere composto da un testo, da delle immagini, da video e da link che immettono in altri siti in cui si trattano argomenti analoghi e che, dunque, diventano ulteriori approfondimenti al tema proposto. Sotto l’articolo si trova il thread, ovvero lo spazio che contiene la lista dei commenti dei lettori, che verranno pubblicati a discrezione del moderatore o blogger. Possono esistere più bloggers che scrivono per un solo blog e ci sono persino siti, come ad esempio Slashdot, in cui gli utenti stessi inviano i testi ai redattori che decidono poi se pubblicarli o meno, in base ai loro criteri editoriali.

Il blog, pertanto, non consente solo di affrontare svariati argomenti, di esprimere la propria creatività liberamente, interagendo in modo diretto con gli altri bloggers, ma può diventare luogo di incontro per gruppi di amici, esperti di arte, cucina, cinema, tecnologia, sport, ecc., o anche per gli alunni di una scuola o per colleghi di uno stesso ambiente lavorativo (corporate blog).

All’interno di ogni blog è presente inoltre una lista di siti affini per idee o contenuti, detta blogroll: è tramite questo elenco che si creano gruppi di blog o di bloggers con idee e obbiettivi simili, visto che di solito vale la consuetudine di citare e citarsi vicendevolmente. I blogroll hanno anche la funzione di misurare il grado di attendibilità di un blog: se infatti determinate pagine sono riportate spesso e in molteplici siti, ovviamente sono da considerarsi maggiormente attendibili rispetto ad altre.

Esistono svariate tipologie di blog, le principali tipologie sono le seguenti, anche se è opportuno considerare che non è raro incontrare una commistione di due o più tipi di blog:

 

  • blog personale – in cui l'autore parla di sé, delle sue esperienze di ogni giorno, inserisce brani significativi, esprime disagio o protesta verso una situazione;

  • blog di attualità – in cui giornalisti o opinionisti esprimono le proprie considerazioni relativamente a fatti di cronaca, politica, ecc.;

  • blog politico – in cui politici diffondono le proprie idee e i propri programmi, dibattono di problemi di attualità;

  • blog vetrina – in cui vengono pubblicizzate le opere degli autori stessi;

  • photoblog, vlog (video blog), audioblog – in cui vengono pubblicati rispettivamente foto, video e musica tramite podcasting1;

  • blog tematico – in cui si parla di una passione, di un passatempo che può essere la cucina, la pesca, ecc.;

  • blog directory – in cui è possibile trovare raccolte di link relative ad uno specifico argomento;

  • blog didattici – creati a scopo didattico da vari istituti scolastici, sono da suddividersi in tre sottospecie: Tutorblog, Learnerblog, Classblog.

 

 

2. IL BLOG NELLA DIDATTICA

 

La presenza di blog didattici all’interno delle varie categorie sopraindicate non è da considerarsi casuale: la Rete rappresenta un’ampia risorsa di informazioni e, «in particolare, il suo utilizzo apporta notevoli vantaggi nell’ambito dell’insegnamento delle lingue straniere, grazie alla vasta gamma di applicazioni didattiche realizzabili attraverso lo sfruttamento delle sue potenzialità. Le esercitazioni interattive disponibili online permettono un apprendimento attivo da parte del discente, per il quale lo studio diventa una sorta di “svago”, che elimina il fattore ansioso e di “obbligatorietà” caratterizzante le lezioni frontali tradizionali»2.

Se, infatti, posta elettronica, liste di discussione, forum, chat e pagine web sono ormai considerati validi supporti nella didattica, a buon diritto anche il blog può essere integrato nella lista, perché presenta caratteristiche analoghe in fatto di autenticità del materiale, molteplicità di argomenti e fruibilità, coniuga testi scritti a materiale audiovisivo e offre la possibilità d’introdurre commenti, diventando luogo di scambio e strumento didattico desiderabile all’interno di un qualsiasi contesto educativo.

Infatti è opportuno considerare, come già sottolinea Marc Prensky, che gli studenti a cui ci rivolgiamo, soprattutto se in giovane età, sono da sempre circondati da computer, videogame, videocamere e telefoni cellulari e pertanto l’impatto della tecnologia nella loro vita è stato ed è di fondamentale importanza3: i giovani, ma oggi anche i meno giovani, si avvantaggiano delle possibilità introdotte dall'uso pervasivo delle nuove tecnologie dell'informazione e possono servirsi dei metodi più svariati di apprendimento, che peraltro permettono anche di esprimere al meglio la creatività di ciascuno.

I blog didattici, molti consultabili su http://bdlink.splinder.com/, sono di vario genere. Sono presenti blog per la scuola primaria, in cui vengono proposte le attività effettuate con gli studenti, inserite le comunicazioni per le famiglie e segnalati nuovi siti utili ad altri insegnanti: il linguaggio scelto è di solito immediato ed efficace, la grafica colorata e le attività presentate risultano divertenti e stimolanti per l’acquisizione delle abilità primarie.

Esistono, inoltre, anche blog per la scuola secondaria di primo grado, in cui il lavoro precedentemente svolto viene pubblicato nella sua versione definitiva dall’insegnante o, in altri casi, dagli studenti stessi, chiamati a commentare un breve post che illustra in modo rapido e diretto l’attività svolta in classe.

I blog per la scuola secondaria di secondo grado sono, per la maggioranza, relativi a materie scientifiche come la matematica o l’informatica e diventano dunque un modo per analizzare determinate problematiche, fissare il lessico di settore, acquisire la capacità di scrivere testi specifici.

Infine, quelli tenuti da docenti universitari sono, comunemente, costituiti da post pubblicati dagli studenti su argomenti attinenti alla materia e diventano dunque un laboratorio online del corso stesso.

In generale, tuttavia, si riscontra spesso la tendenza a considerare il blog come luogo di pubblicazione del lavoro svolto, in cui gli studenti, o talora gli insegnanti, presentano la versione finale anche con materiali audiovisivi o, in altri casi, come mezzo per registrare le diverse fasi prima del completamento dell’attività didattica. Infatti «l’indipendenza spazio/temporale […], il lavoro collaborativo e la struttura ipertestuale facilitano la creazione di strategie didattiche che possono far emergere le conoscenze pregresse dello studente e che lo aiutano a costruire la propria conoscenza»4, inoltre il confronto con gli altri e il raggiungimento di un obiettivo comune consentono anche l’acquisizione di una coscienza autocritica e della capacità di autovalutarsi durante il percorso formativo.

Anche in glottodidattica esistono casi di utilizzo non solo della Rete, ma anche del blog dal momento che «le abilità linguistiche risultano […] integrate in quanto le multiformi componenti degli ipermedia rendono naturale la combinazione di lettura e scrittura, ascolto e pronuncia in una singola attività»5. I blog personali ad esempio, rappresentano un caso di “oralità scritta”: il linguaggio usato è ricco di forme idiomatiche, di neologismi, ma anche di dislocazioni a destra e a sinistra, di "che polivalenti", di "c’è presentativi", di predominanza della paratassi e di tutte le tendenze della lingua parlata che possono validamente diventare oggetto di studio e di discussione da parte degli studenti. I blog tematici sono invece degli esempi di uso dei linguaggi settoriali e dunque rappresentano ottime occasioni di approfondimento e ampliamento del lessico, mentre i vlog e gli audioblog possono fornire interessanti esercizi di comprensione orale.

Inoltre, come rileva Marco Mezzadri, «a volte queste aperture al di là e al di fuori della classe possono permettere un rapporto tra insegnante e studenti che rafforza il gruppo e contribuisce a creare quella giusta dimensione di lavoro in linea con un approccio umanistico-affettivo»6. Infatti, secondo quanto asserito dai teorici del Cooperative Learning, «la complessità della nostra società non può essere affrontata utilizzando esclusivamente competenze individualistiche o competenze competitive. C’è bisogno di persone in grado di lavorare in situazioni di interdipendenza positiva»7 che «si realizza quando, all’interno di un gruppo, si risolve un problema con il contributo effettivo di tutti i suoi membri, impegnati con mansioni diverse a perseguire il medesimo obiettivo»8.

In quest’ottica, laddove si creassero delle situazioni di difficoltà per studenti non particolarmente abili nell’utilizzo di Internet e delle sue risorse, il sostegno dei più esperti ne consentirebbe il superamento e, al contempo, chi temesse l’impatto della pubblicazione online vissuta come una performance nella quale non deve esserci possibilità di errore, troverebbe nella collaborazione con gli altri un valido supporto e un incoraggiamento.

Ad oggi, è nell’insegnamento-apprendimento della lingua inglese che è possibile reperire la maggiore quantità di esempi di blog didattici che, come sostiene Aaron Patric Campbell nel suo articolo Weblogs for Use with ESL Classes (2003), possono essere suddivisi in tre tipologie diverse:

 

  • The Tutor Blog: tenuto dall’insegnante per gli studenti, crea la possibilità di trovare ogni giorno nuovi esercizi di lettura, di lasciare commenti, di avere a disposizione il sillabo del corso e rappresenta una risorsa di link per l’autoapprendimento9;

  • The Learner Blog: tenuto da un solo studente o da un piccolo gruppo di studenti, può essere un valido strumento di esercitazione scritta e un luogo d’incontro e confronto anche per gli atri studenti10;

  • The Class Blog: tenuto da tutta la classe, diventa uno spazio per inserire immagini, link, video o anche piccoli articoli relativi a quanto appreso o discusso in classe, o un modo per pubblicare la stesura finale del lavoro di gruppo per una ricerca assegnata dall’insegnante11.

 

Quello di Campbell non è l’unico contributo esistente relativo all’utilità del blog nella didattica delle lingue, dal momento che anche se il blog non è nato specificamente per essere utilizzato nei contesti educativi, tramite esso gli insegnanti possono creare materiale per nuove lezioni, produrre testi di recupero o di revisione delle attività svolte in classe12. In generale, tuttavia, si riscontra la tendenza ad utilizzare il blog nelle classi di lingua allo scopo di migliorare le capacità di scrittura degli studenti e, quel che più importa, il blog non è di solito consultabile da utenti esterni alla scuola. Si tratta di solito di esperienze interne, private, fruibili solo dagli appartenenti all’istituto scolastico e in certi casi solo da uno studente e l’insegnante.

Secondo Johnson, le caratteristiche necessarie per un corso di lingua basato sull’uso del blog devono essere l’esistenza di più classblogs, a discrezione dell’insegnante, e la fruibilità di essi da parte di tutti gli studenti componenti la classe, inoltre è necessario che ogni allievo abbia il proprio blog nel quale gli studenti possano scrivere i loro articoli e l’insegnante abbia facoltà di commentarli13.

In questo contesto appare estremamente interessante e innovativa per l’insegnamento della lingua inglese l’esperienza effettuata presso la Mykolas Romeris University in Lituania da Galina Kavaliauskienė, Lilija Anusienė e Viktorija Mažeikienė14 e recentemente pubblicata sulla rivista online “Electronic Journal of Foreign Language Teaching”. Le autrici dell’articolo rilevano innanzitutto le differenti motivazioni per le quali ritengono auspicabile l’uso del blog in una classe di lingua e suggeriscono il metodo per suscitare interesse da parte degli studenti:

 

  • fornire un pubblico reale agli articoli degli studenti;

  • dare nuove occasioni di lettura e di esercitazione;

  • aumentare il grado di cooperazione e di collaborazione;

  • creare un portfolio delle proprie capacità di produzione scritta.15

 

L’elemento di rottura rispetto ad altre esperienze didattiche di questo genere è rappresentato dal fatto che i blog degli studenti sono stati scaricati su quelli che gli insegnanti avevano già messo online, rendendoli dunque consultabili e fruibili online a tutti (http://gkavaliauskiene.blogspot.com/).

Gli insegnanti hanno preferito dare totale libertà agli studenti per quanto riguarda la personalizzazione dei propri blog, lasciando loro il tempo e lo spazio per abituarsi e prendere confidenza con il nuovo tipo di attività e constatando un generale apprezzamento da parte dei discenti16, come già riscontrato da altri insegnanti in esperimenti analoghi17.

 

 

3. PERCHÉ IL BLOG NELLA DIDATTICA DELL’ITALIANO L2 (VANTAGGI E POSSIBILI USI).

 

I vantaggi dell’uso del blog come strumento di lavoro in una classe di italiano L2 sono molteplici, infatti il blog può:

 

  • coniugare la semplicità di ricerca e di reperimento del materiale con la possibilità di utilizzazione dei browser per servirsi di applicazioni senza installare software (due delle principali innovazioni introdotte da Internet);

  • consentire la produzione di vari tipi di testi grazie agli ipermedia, facilmente inseribili all’interno di un blog anche senza avere conoscenze di linguaggio html;

  • fornire un pubblico autentico per i testi prodotti dagli studenti e offrire l’opportunità per gli stessi di esercitarsi nella comprensione e nella produzione scritte;

  • diventare una sorta di portfolio online dal quale è possibile desumere l’evoluzione delle conoscenze del discente18;

  • aumentare le occasioni di utilizzo della lingua in contesti significativi e autentici, incoraggiando così il discente a scrivere in modo più corretto e comprensibile e stimolando la partecipazione e la discussione relative agli argomenti trattati prima e dopo la lezione, grazie alla possibilità di inserire commenti e di trasformare, pertanto, il lavoro di un gruppo in un’esperienza condivisibile dall’intera classe;

  • incentivare «la creatività e la conoscenza di sé e della propria realtà, permettendo situazioni in cui gli apprendenti devono predisporre presentazioni personali, descrizioni del proprio ambiente in modo creativo e comunicativo»19. In questo senso il blog consente di personalizzare i propri articoli grazie al facile inserimento di foto, link e, talora, anche di emoticons, che permettono di comunicare in modo più diretto le proprie opinioni e di chiarire anche i propri stati d’animo;

  • sfruttare l’interattività che è insita in questo nuovo strumento di comunicazione: infatti il blog «favorisce i percorsi di apprendimento grazie alla multimedialità e ai meccanismi cognitivi che mette in funzione»20 e offre occasioni di acquisizione naturale, avvalendosi di sistemi di rappresentazione visivi e cinestetici che vengono recepiti dall’emisfero destro del cervello;

  • favorire il bisogno linguistico dello studente: grazie alla possibilità di ricerca e di acquisizione del materiale che la Rete offre sarà possibile ritagliare percorsi specifici per ogni tipo di studenti, a partire dal livello per arrivare al tipo di interessi e di inclinazioni. A un livello più basso di conoscenza della lingua sarà infatti possibile avvalersi di video-interviste, di video con roleplay, di brevi articoli relativi a descrizioni di esperienze e ambienti, mentre a un livello più alto sarà invece attuabile un’organizzazione del lavoro più attenta e approfondita e una produzione, sia essa multimediale o scritta, più complessa e variata;

  • offrire maggiori stimoli a portare a termine i compiti assegnati perché «produrre materiali per la Rete è ben diverso che farlo per l’insindacabile giudizio dell’insegnante. In secondo luogo [l’insegnante] potrebbe creare obbiettivi raggiungibili solo grazie all’effettivo contributo di tutti i membri del gruppo (ad esempio uno […] scrive un articolo, un altro fa un’intervista) che sono perciò costretti a collaborare uno con l’altro. Diventa quindi più facile creare attività complesse e situazioni di interdipendenza positiva»21.

 

Inoltre per utilizzare un blog non è necessario lavorare in un vero e proprio laboratorio informatico, ma è sufficiente avere la disponibilità di qualche portatile e di una connessione veloce: l’organizzazione del lavoro, dunque, potrà essere svolta in momenti diversi e suddivisa in varie unità anche al di fuori dell’orario di corso.

Per la redazione di un articolo, ad esempio, sono necessarie varie fasi: il reperimento del materiale, la lettura e l’organizzazione delle informazioni, la stesura del testo, il controllo e la verifica. Queste sessioni devono essere precedute da opportune attività di elicitazione delle parole e acquisizione del lessico adeguato prima a raccogliere le informazioni e poi a redigere il testo stesso. All’interno di un post è inoltre opportuno inserire dei link che permettano la fruizione del testo a vari livelli e che dovranno essere collegati a delle parole chiave interne all’articolo: la scelta delle parole e dei link può a buon diritto essere considerata un’ottima verifica della comprensione approfondita del tema scelto e dei testi stessi. Inoltre «si può fare in modo che ogni articolo possa essere commentato e il blog si trasforma in qualcosa di simile ad un forum. Si può fare in modo che più persone possano con un utente differente pubblicare articoli ma che uno solo rimanga il redattore, in questo modo il blog si trasforma in rivista»22.

La preparazione del video rappresenta un altro tipo di lavoro effettuabile tramite il blog: si tratta di un’attività più complessa che coinvolge gli studenti a vario livello e con ruoli diversi. Si distinguono infatti differenti fasi: in un primo tempo verrà effettuata la stesura o la scelta dei testi che dovranno essere riprodotti, possano questi essere costituiti dalle domande per un’intervista, da un racconto o da un role play, quindi sarà la volta dell’attribuzione dei ruoli. A questa prima parte seguirà la fase delle riprese e del montaggio, nonché, presumibilmente, la composizione di un breve testo di presentazione del video. In questo caso il video potrebbe rappresentare sia l’attività centrale di un’unità didattica, sia la fase conclusiva in cui gli studenti, forti delle conoscenze acquisite, potranno effettuare una performance che risulterà a maggior ragione una valida verifica o un sistema per fissare il lessico. Il video, peraltro, potrebbe anche riguardare una festa tradizionale, un luogo caratteristico o un’attività tipica del nostro paese e supporre quindi una ricerca di informazioni sulle origini o sulla storia rispettivamente del posto o dell’evento prescelto, e dunque l’elaborazione e la stesura di un ulteriore articolo che possa precedere il filmato stesso.

Inoltre, qualora la classe di riferimento non sia particolarmente omogenea, l’uso del blog può rappresentare un valido strumento di individualizzazione dell’insegnamento-apprendimento senza il rischio di incorrere in situazioni di disagio. Sarà ovviamente compito dell’insegnante dividere la classe in gruppi opportunamente costituiti in base agli interessi e alle capacità dei singoli e stabilire il tipo di attività che ciascuno dovrà portare a termine, sia nell’ambito di un lavoro collettivo, sia nell’ambito di lavori diversi da far procedere simultaneamente. Quest’ultimo tipo di scelta consentirà anche di affrontare molti tipi di argomenti e di produrre testi che verranno poi presentati in classe, in plenum, mettendo a parte anche gli altri del lavoro svolto e consentendo loro di acquisire le conoscenze adeguate per poter leggere o fruire della produzione dei colleghi e lasciare eventualmente dei commenti.

Anche il ruolo dell’insegnante ovviamente differisce dalla consuetudine: infatti è evidente da quanto esposto che l’uso del blog «favorisce dinamiche di gruppo di tipo collaborativo»23 e, in questo senso, «sposta il centro della classe dall’insegnante all’apprendente»24. Se infatti il discente deve muoversi autonomamente all’interno di un percorso ritagliato su misura per lui e per le sue conoscenze, l’insegnante deve prefigurarsi e organizzare il lavoro da proporre precedentemente e non agire sull’impulso del momento. L’uso della Rete, almeno nelle fasi iniziali del lavoro, offre enormi possibilità di spaziare e divagare con il rischio di perdersi e di perdere di vista l’obbiettivo, ingenerando un senso di disorientamento e di insicurezza. Sarà dunque opportuno che l’insegnante ovvii al problema creando precedentemente una lista dei siti che ritiene auspicabile che lo studente visiti. Questo elenco dovrà essere composto da siti che possano aiutare il discente con l’uso di immagini, video, testi audio e testi scritti: in un secondo momento, se lo studente si sentirà abbastanza sicuro per farlo e ne sentirà la necessità, potrà lui stesso contribuire all’ampliamento dell’elenco assegnatogli, personalizzando così il lavoro secondo la propria creatività.

 

 

4.1 L’ESEMPIO DI ADGBLOG

 

Accademia del Giglio è una scuola per l’insegnamento della Lingua italiana come L2, nata a Firenze nel 1995. Poiché lo staff è formato da persone mediamente giovani, comunque desiderose di sperimentare nuove metodologie, nell’agosto 2006 è stata presa la decisione di mettere online un blog didattico-informativo. Grazie al valido aiuto di un collaboratore esperto di Internet è stato installato su uno spazio ad hoc, www.adgblog.it, il programma open-source Wordpress e sono state stese le principali linee guida.

Per prima cosa è stato scelto il target di utenza: studenti di italiano L2 della scuola stessa e non solo, insegnanti di italiano L2, studenti di Arte e Storia dell’arte, appassionati dell’Italia e in particolare di Firenze e della Toscana.

L’idea fondamentale di partenza è formare uno spazio multilinguistico, una sorta di piccola Babele a cui poter sempre attingere per creare nuovi canali di irrigazione culturale.

Si è pensata così una struttura che fosse semplice e che richiamasse l’idea di “scuola”, preferendo un formato visivo a due colonne: quella a sinistra più grande per accogliere i post, quella a destra più piccola per i link e le categorie, dedotte in base alla materie trattate: sono nate quindi le sezioni di Lingua italiana, Arte, Storia dell’Arte, Geografia, Lingue, ecc.

Il multilinguismo non vuole però essere solo una traduzione in altre lingue dello stesso post: l’idea è quella di alternare le lingue, in modo che gli utenti possano scegliere liberamente che cosa leggere e saltare quindi da un post all’altro navigando tra le categorie.

La redazione è formata da tutti i membri dello staff della scuola con l’aggiunta di poche collaborazioni esterne e dei contributi degli studenti.

 

Il 7 agosto 2006 viene pubblicato il primo post programmatico e di presentazione:

 

Benvenuti su adgblog, il blog dell’Accademia del Giglio. Questo spazio nasce come espansione naturale del nostro ormai storico sito www.adg.it per l’esigenza di comunicare in modo dinamico con il resto del mondo. Questo blog vorrebbe diventare un punto di riferimento per tutti i nostri studenti ed ex-studenti, e certo anche per i futuri, in modo da non perderci di vista e mantenere il legame tra noi, con la scuola, con Firenze e con l’Italia. Le informazioni che daremo su ciò che avviene a scuola, e a Firenze nell’ambito della cultura e del divertimento, avranno il duplice scopo di tenerci in contatto e di essere un aiuto didattico per chi vuole continuare ad esercitarsi con la lingua italiana. Non solo: l’altra prerogativa di questo blog è di pubblicare interventi in tutte le lingue in modo da creare uno spazio multilinguistico piacevole e accogliente, a cui ritornare spesso e dove poter passare qualche interessante momento.Questo blog non è di una persona sola ma è curato da tutto lo staff della scuola, dai suoi collaboratori e amici e dagli studenti. Se avete idee, suggerimenti e interventi da pubblicare contattateci!

 

Da allora le pubblicazioni si sono susseguite quotidianamente.

 

 

4.2 LA VISIBILITÀ DEL BLOG

 

Ad oggi sono stati pubblicati ben oltre 400 post in 10 lingue diverse e una quarantina di video prodotti dallo staff. Il blog ha ricevuto un centinaio di link esterni.

Vi si possono trovare al momento una ventina di attività didattiche, 30 post di Storia dell’Arte, qualche decina di interventi scritti da studenti, una cinquantina di video girati e montati dai collaboratori e dagli insegnanti stessi, centinaia di foto e molti altri post che, con i loro link, guidano l’utente verso altri siti degni d’interesse, ricchi d’informazioni, immagini, storie e materiale audiovisivo.

Nella classifica di Blogitalia, adgblog si trova al momento intorno all’800° posto su circa 15.000 blog registrati, mentre su Technorati ha un rank di 82595. Il blog mediamente riceve 100 visite al giorno, di cui il 70% da ricerche di Google solitamente mirate e il resto da link esterni. Risultati quindi, a nostro avviso, apprezzabili e incoraggianti.

 

 

4.3 USI DIDATTICI DI ADGBLOG.

 

Tra gli usi che vengono fatti di adgblog sicuramente il più interessante è quello didattico. Se ne possono individuare almeno quattro modi diversi:

 

  1. La pubblicazione di attività didattiche che possono essere svolte in privato dai singoli utenti o in classe con l’aiuto dell’insegnante. Per le attività che lo richiedano è prevista anche la correzione online da parte dello staff.

  2. L’uso di alcuni post per affrontare, ampliare e approfondire altre attività didattiche precedentemente svolte durante la lezione.

  3. La pubblicazione di post come risultati finali e riepilogativi di attività didattiche svolte dall’intera classe sempre durante la lezione.

  4. La pubblicazione libera da parte degli studenti di racconti di viaggio, di esperienze vissute nel corso del loro soggiorno in Italia, di recensioni di libri, ecc.

 

Per quanto riguarda il punto 1, tutte le attività didattiche pubblicate sono state testate in classe, riviste e corrette; contengono una breve descrizione del materiale da usare, delle finalità grammaticali o comunicative e il livello per cui sono state pensate e/o provate. Queste attività rimangono online a disposizione degli studenti e di tutti i colleghi che insegnano italiano L2 in Italia e nel resto del mondo. Un semplice esempio può essere dato dal post “Esercizi sui comparativi: un’attività didattica”, con il quale l’insegnante, dopo aver spiegato i comparativi, fornisce agli studenti diverse coppie di elementi da confrontare, come la seguente:

 

Paris Hilton - Sandra (una studentessa della classe)

Paris Hilton è più ricca di Sandra

 

Nel secondo caso i post usati per introdurre o integrare un’attività o una comprensione che la classe deve affrontare o ha già affrontato, si sono rivelati estremamente efficaci. Gli studenti hanno infatti ampliato in questo modo il loro vocabolario e indubbiamente hanno meglio compreso le tematiche trattate, acquistando quindi maggiore fiducia e interesse durante la discussione o l’elaborazione delle attività. Ad esempio, dopo aver svolto l’attività del post “Gli italiani e le festività”, gli studenti si sono mostrati subito pronti a parlare con scioltezza delle feste e tradizioni dei loro paesi, non rivelando nessuna esitazione nell’impiego della forma impersonale (in questo caso molto utile), nonché del lessico inerente all’argomento proposto. Per alcuni post letti qualche studente ha poi anche lasciato il suo commento.

Il terzo caso, quello forse più interessante dal punto di vista sperimentale, ma spesso anche il più difficile da portare a termine, prevede la pubblicazione di articoli riassuntivi, integrati talvolta anche da video, a conclusione di attività didattiche svolte durante le lezioni. Un esempio tra i più riusciti è forse il post sull’attività didattica dedicata all’abbigliamento e allo shopping: dopo che gli studenti hanno svolto in classe diverse attività di vocabolario, role playing, comprensioni e ascolti, è stato pubblicato un articolo che riassume tutto ciò che essi hanno fatto e un breve video che mostra come si è svolto il role playing della sfilata. Il video si è rivelato molto utile per vari motivi: innanzitutto la presenza della videocamera ha incoraggiato gli studenti a concentrarsi maggiormente su ciò che stavano dicendo, poiché erano ben consapevoli che tutto sarebbe stato registrato. In secondo luogo la possibilità di rivedersi collegialmente, in modo anche divertente, ha creato un momento utile alla correzione dei propri errori. Infine la pubblicazione del video sul blog ha dato agli studenti l’idea di avere fatto qualcosa di completo, di avere concluso un argomento e di essere stati in qualche modo protagonisti attivi del corso. È chiaro comunque che la classe che si accinge ad affrontare questo tipo di lezioni deve essere già motivata.

Infine nel quarto caso alcuni studenti si sono mostrati ben disposti a redigere un post da soli, corredandolo di varie foto esemplificative e non perdendosi d’animo di fronte alle difficoltà di stesura del breve articolo. Uno studentessa giapponese ha per esempio scritto tre post sui suoi viaggi nel corso del suo soggiorno in Italia e, per niente intimorita dagli errori che avrebbe fatto e che gli insegnanti non avrebbero stavolta corretto, si è impegnata con serietà e motivazione nel compito assegnatole, trovando naturalmente questa attività adatta a migliorare il suo italiano.

 

 

4.4 ADGCLASSBLOG

 

Quest’ultimo modo di usare didatticamente il blog ci ha portato, nel mese di luglio di quest’anno, a sperimentare anche una forma diversa di blog: il class blog. Per una classe di livello abbastanza alto, un post-intermedio (un B2 secondo il quadro comune europeo di riferimento per le lingue), è stato aperto un blog gratuito su splinder.com, chiamato adgclassblog. È stato scelto di mantenere private le pubblicazioni dei post per proteggere la privacy degli studenti e per non “responsabilizzarli” troppo. Abbiamo pensato che se il blog fosse stato visibile a chiunque avrebbe potuto crearsi una sorta di inibizione. Gli studenti che componevano la classe, in alcuni casi non si conoscevano affatto tra di loro, mentre in altri si conoscevano poco.

Il primo giorno di corso il progetto è stato spiegato a grandi linee. Gli studenti inizialmente hanno mostrato incertezza: il web è infatti ancora visto, sia dai meno giovani che dai giovani, come solamente un luogo dove divertirsi o, al massimo, fare acquisti online o trovare informazioni utili, indirizzi, orari, ecc.

Il primo post già pubblicato invitava gli studenti a svolgere un’attività didattica che aveva la finalità di conoscersi meglio: dovevano quindi compilare un questionario sulla loro personalità e pubblicarlo tra i commenti; ogni studente doveva poi scegliere un compagno e pubblicare in un nuovo post una breve composizione descrittiva del carattere e dei gusti del compagno prescelto. L’intento era quindi quello di proseguire così, più o meno quotidianamente, usando adgclassblog e adgblog in modo da applicare durante le 4 settimane di corso anche i quattro usi didattici del blog elencati più sopra.

I risultati finali non sono stati completamente quelli sperati: si sono avuti soprattutto problemi di attenzione, durante le ricerche su internet gli studenti venivano “distratti” da altre cose che poco avevano a che fare con i compiti assegnati e a volte le composizioni sono state, come si suol dire, “tirate via”. Ciononostante è stato comunque possibile applicare l’esperienza pregressa di adgblog a adgclassblog e i risultati della maggior parte delle attività didattiche proposte dagli insegnanti possono essere valutati positivamente.

Alla fine dei conti, l’esperienza di adgclassblog è quindi da considerarsi didatticamente produttiva e dal punto di vista sperimentale assolutamente positiva. Seppur con alcune correzioni da parte degli insegnanti, dovute alla novità di questo metodo d’apprendimento, l’esperienza sarà comunque da ripetere.

 

 

CONCLUSIONI

 

Il blog come nuovo metodo didattico, affiancato magari a metodi e attività didattiche più “tradizionali”, apre nuove possibilità all’insegnamento e all’apprendimento di una lingua straniera: gli esempi concreti di adgblog e adgclassblog per la lingua italiana L2 confermano che, opportunamente usato, il blog può pienamente sviluppare le quattro abilità primarie e la cooperazione all’interno di gruppi di apprendenti. Tale mezzo non è ancora del tutto noto nel campo dell’insegnamento e sicuramente trova terreno più fertile tra gli studenti più giovani, cresciuti circondati dalle nuove tecnologie informatiche, ma, una volta presa confidenza con questo strumento, è possibile, per insegnanti e studenti, creare nuove sinergie e allo stesso tempo anche un diverso modo di studiare che può rendere più stimolanti, versatili e anche più soddisfacenti sul piano personale le attività didattiche.

 

 

NOTE

 

  1. Faggi M., 2006.

  2. Monti S., 2000, p. 13.

  3. Prensky M., 2001, p. 1. «Our students have changed radically. Today’s students are no longer the people our educational system was designed to teach. […] Today’s students […] represent the first generation to grow up with this new technology. They have spent their entire lives surrounded by and using computers, videogames, digital music players, video cams, cell phones, and all the other toys and tools of the digital age»

  4. Ghislandi, 2002, p. 83.

  5. Monti S., 2000, pp. 12-13.

  6. Mezzadri M., 2001, p. 72.

  7. Pivari F., 2004, p. 56.

  8. Ivi, cit., p. 56.

  9. Campbell, A.P., 2003, p. 2: «it gives daily reading practice to the learners, […] it promotes exploration of […] websites, […] it encourages online verbal exchange by use of comments buttons, […] it provides class or syllabus information, […] it serves as a resource of links for self-study».

  10. Ibidem: «individually, blogs can be used as journals for writing practice, or as free-form templates for personal expression. The idea here is that students can get writing practice, develop a sense of ownership, and get experience with the practical, legal, and ethical issues of creating a hypertext document. In addition, whatever they write can instantly be read by anyone else and, due to the comment features of the software, further exchange of ideas is promoted. Tutors can even run a mega-blog of select topics of interest gleaned from student blogs so that the broader issues are brought into focus on a single website».

  11. Ibidem: «a free-form bulletin board for learners to post messages, images, and links related to classroom discussion topics, […] a space for them to post thoughts on a common theme assigned for homework, […] opportunity to develop research and writing skills by being asked to create an online resource for others, […] a virtual space for an international classroom language exchange».

  12. Johnson, A., 2004, p. 1: «for example, it must be possible for a teacher to create a blog for class notes and another for posting group feedback».

  13. Op. cit., p. 2: «for example, it must be possible for a teacher to create a blog for class notes and another for posting group feedback. […] Students can edit their own writing and the teacher can add comments to the students' submissions».

  14. Galina Kavaliauskienė, Lilija Anusienė, Viktorija Mažeikienė, 2006, pp. 220-233, o in http://e-flt.nus.edu.sg/v3n22006/kavali.htm.

  15. Op. cit., p. 1: « There are numerous reasons for using blogs, such as to provide a real audience for student writing, to provide extra reading practice for students, to increase the sense of community in a class, to encourage students to participate, to create an online portfolio of student written work (Stanley, 2005). The novelty factor creates student interest in starting to use blogs. It is claimed that blogs work best when learners get into the habit of using them. If learners are not encouraged, blogs can quickly be abandoned».

  16. Ibidem: «The majority of students said they had enjoyed weblogging and found it valuable. Some students wrote with great enthusiasm and adapted their templates daily to reflect on the newly acquired skills and new aspirations. Some students absolutely hated being forced to blog. Most of the students stopped blogging when the semester was over, but about 20% continued».

  17. Walker, J., 2005, pp. 112–118.

  18. Stanley, G., 2005, p. 3.

  19. Mezzadri, M., 2005, p. 343.

  20. Op. cit.

  21. Pivari, F., 2004, p. 57.

  22. Op. cit., p. 58.

  23. Op. cit., p. 342.

  24. Ibidem.

 

 

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BLOG DIDATTICI

 

http://bdlink.splinder.com/

 

 

SITI UTILI

 

http://digilander.libero.it/onino.x/weblog.rtf

http://www.indie-eye.it/recensore/2007/05/25/tele-contatti-conversazioni-con-derrick-de-kerckhove-francesco-margherita-1/

http://www.merzweb.com/testi/saggi/weblog.htm

1 I primi 3 paragrafi sono da attribuire alla Dott.ssa Serena Bedini, mentre il paragrafo 4 è frutto della collaborazione degli altri autori.

 

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