Bibliografia ragionata per insegnanti di allievi arabi

Bibliografia ragionata per insegnanti di allievi arabi

Autore: 

in Maria Cecilia Luise (a cura di) Italiano Lingua Seconda: Fondamenti e metodi
Guerra Edizioni, Perugia, 2003; vol. 2 pp. 119-153

Quante volte è capitato di sentirsi domandare nei corsi di formazione per insegnanti o in colloqui informali: “Chi è lo studente di lingua e cultura araba? Com’è la cultura del suo paese e come funziona la sua lingua d’origine?”. È una curiosità condivisa da molti insegnanti che si trovano a accogliere in classe alunni o studenti provenienti da Marocco, Egitto, Tunisia o altri dei tanti paesi arabi. Questo saggio si pone come obiettivo quello di dare risposte a queste domande, tentando, però, di evitare di creare ulteriori stereotipi, precisando che non si tratta di delineare un profilo universale di allievo di origine araba, quanto piuttosto di fornire informazioni che possano aiutare l’insegnante o l’educatore a leggere il singolo studente che accoglie. La prima parte del contributo presenta elementi di società e cultura e prende in considerazione una presentazione panoramica sui paesi arabi e il loro ambiente naturale, le religioni presenti, i tratti caratteristici dell’organizzazione famigliare, la cultura e la vita sociale, il cibo e la tavola, la tradizione orale. Un secondo paragrafo affronta in modo specifico e particolareggiato l’islam. Vengono presentati la nascita della religione islamica, la figura di Maometto, il Corano, alcuni aspetti della dottrina, il gihad, il fondamentalismo islamico e la questione del velo. La presentazione di tali argomenti è condotta con attenzione alle fonti originarie e viene trattata in base alla metodologia dell’approccio interculturale, cioè cercando di offrire più punti di vista per ogni tema.

Il terzo paragrafo illustra il sistema scolastico arabo tracciando le caratteristiche principali afferenti a aspetti comuni dei paesi del Maghreb. Inoltre, tratta i problemi di inserimento relativi al modo di vivere la scuola da parte di molti allievi di origine araba e porta all’attenzione del lettore alcune considerazioni legate all’inserimento di questi ultimi nella scuola italiana. Il passo ulteriore, che rivela il senso pratico e efficace del contributo, sono i suggerimenti operativi attraverso i quali cercare di accogliere nel migliore dei modi allievi arabofoni in classe e creare il clima più favorevole possibile al loro successo scolastico. Il quarto e il quinto paragrafo affrontano la lingua araba: ne presentano i tratti storico-culturali e anche strutturali. Si trovano informazioni inerenti il problema della diglossia nei paesi arabi e l’organizzazione morfo-sintattica della lingua nei suoi aspetti più generali e più interessanti in una prospettiva di analisi contrastava con la lingua italiana. Chiudono il saggio una sintesi sui problemi di apprendimento dell’italiano L2 da parte dell’allievo arabofono e alcuni suggerimenti pratici su come introdurre la lingua araba nelle attività scolastiche, come superare i problemi degli studenti arabofoni nell’apprendere l’italiano sia per quanto riguarda la fonetica e la scrittura, sia per la morfologia e la sintassi. Ci sembrano significative le conclusioni che riportiamo qui di seguito. Quando ci viene chiesto di accogliere allievi arabi in classe, o di lavorare con loror in altri ambiti, non ci viene chiesto di condividere le loro scelte culturali o religiose, né di improvvisarci cultori della loro lingua: ma se partiamo ponendo alla base del nostro lavoro la conoscenza di alcuni elementi di lingua e di cultura, faremo del bene a loro e faremo del bene anche a noi stessi come insegnanti o educatori.

luise@unifi.it
Università di Firenze

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